27 luglio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla, il grano invece riponetelo nel mio granaio.” 

La vita della creatura umana è luogo di scelte continue per evidenziare la grandezza della libertà dove l’uomo è chiamato a decidere per costruire il suo futuro. 

Padre, in comunione con il tuo Cristo ci chiami ogni giorno a scegliere il valore portante della nostra vita. Illuminaci con la potenza dello Spirito Santo perché possiamo essere d’accordo con il Vangelo del Maestro divino. AMEN

26 luglio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano". 

La bellezza della sensorialità sta nel costruire relazioni profonde tra le persone. Anche i progetti divini sulla storia coinvolgono tutto l’uomo con le sue caratteristiche e gli permettono di gustare il quotidiano come dialogo tra Dio e la creatura umana. 

Padre, nel mistero della incarnazione del tuo Verbo ci hai insegnato la concretezza della vita di fede e di relazione con te. Fa' che nella potenza dello Spirito Santo possiamo gustare la grandezza del tuo amore per l’uomo e stabilire rapporti fraterni di autentica reciprocità. AMEN

25 luglio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Il Figlio dell’uomo è venuto per servire e dare la vita”. 

La fecondità della storia si costruisce attraverso una grande apertura del cuore nei confronti di ogni fratello e delle sue condizioni storiche, in un contesto di grande comunione. 

Padre, donaci un cuore ricco di fraterna accoglienza reciproca. L’esempio di Gesù che si è fatto uomo autentico guidi le scelte quotidiane per dare alla luce una meravigliosa e feconda comunione nella potenza dello Spirito Santo. AMEN

24 luglio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Ecco, il seminatore uscì a seminare.” 

La gratuità divina avvolge la vita della creatura umana per offrirle la capacità di concreare il mondo attraverso l’obbedienza al progetto della storia della salvezza. L’uomo è un capolavoro nella docilità a Dio. 

Padre, le vicende umane sono nella tua misteriosa volontà. Gesù in questo è il nostro grande Maestro che illumina e guida. Apri sempre il nostro cuore al suo mistero. Lo Spirito Santo ci stimoli nella docilità alla tua volontà. AMEN

23 luglio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete fare nulla.” 

La presenza del divino nella nostra persona rappresenta la fonte di ogni attività, specie nelle dinamiche spirituali. Lo Spirito Santo costituisce l’energia interiore che offre vita alla nostra esistenza quotidiana. 

Padre, con la creatività dello Spirito Santo dai consistenza alla nostra anima e la rendi capace di imitare la personalità del Maestro divino. Solo così possiamo maturare nella nostra identità umana. In Gesù siamo il tuo capolavoro vivente. AMEN

22 luglio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Ho visto il Signore!” 

Questa è l’esperienza che ogni discepolo è chiamato a vivere e a condividere per regalare entusiasmo ai fratelli nel cammino quotidiano della fede. La fede è una viva relazione di fecondo amore fraterno. 

Padre, regalaci la gioia di poterci innamorare di Gesù per diffondere il suo profumo di amore universale nel cuore di ogni fratello. Lo Spirito Santo operi in noi questa meravigliosa conversione per poter gustare la dolcezza della comunione divino-umana con il Figlio Gesù. AMEN

21 luglio 2024

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO B -

DOMENICA 21 LUGLIO 2024

Ger 23,1-6      Ef 2,13-18      Mc 6,30-34

OMELIA

Il nostro cammino nel tempo ha come finalità crescere nella conoscenza di Gesù.

È quello che continuamente riappare al nostro orizzonte ascoltando la narrazione evangelica e la bellezza del dialogo con Gesù oggi si ritraduce in una esortazione sulla quale vogliamo soffermarci perché la bellezza dell'essere fratelli dei fratelli è la grande tranquillità del cuore, usando l'espressione di Gesù: “riposare”!

Infatti, quando il cuore è nella autenticità e riposa veramente nella coscienza della propria identità, riesce anche a dialogare con gli uomini. L'uomo in silenzio sa dialogare, l'uomo non in silenzio sa solo correre e produrre. Allora questa mattina Gesù, nell'invito che rivolge ai discepoli, ci vuole aiutare a entrare in questa esperienza favolosa, entrare in silenzio, attraverso quei passaggi che Gesù ci ha delineato: Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'. E allora la parola chiave attorno alla quale ruota il discorso di Gesù è: ritrovare la bellezza del silenzio interiore.

L'uomo sa ascoltare perché è in silenzio. L'uomo sa agire perché sa accogliere. L'uomo può produrre perché la storia diventa la sua esistenza.

E allora cosa vuol dire quel - venite in disparte voi soli -? È entrare nel dialogo contemplativo di Gesù, stare con il Maestro, coglierne il mistero più profondo, trovarne le motivazioni esistenziali, quel riposare soli con Gesù dove il riposo è nient'altro che la condizione attraverso la quale la creatura ritrova e costruisce se stessa.

 Riposare, non è non lavorare, perché la realtà non si definisce con il negativo, ma riposare vuol dire ritrovare la bellezza di esistere nella storia quotidiana e quindi Gesù ci dice: “Mettetevi in disparte, cogliete la bellezza del rapporto con me perché io sono il criterio di fondo della vita!”. Ecco il primo elemento che emerge da quello che Gesù ci vuol comunicare: stare con lui! Usando l’immagine “perdere il tempo gustando la presenza del Maestro” e allora quando l'uomo ritrova questo criterio, assume tre aspetti che dovremmo sempre cercare di acquisire:

- recuperare il senso del silenzio,

- essere in stato di ascolto,

- l'accoglienza dell'altro come persona.

È la bellezza del riposo.

Noi qualche volta abbiamo la concezione molto negativa del riposo - fare niente -, il riposo è essenzialmente una relazione con il profondo senso della nostra vita. Gesù dicendo Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, ci invita a ritrovare la nostra identità.

Qual è il dramma dell'uomo di oggi? Correre! Produrre! E fare in modo che tutto proceda in ordine e in modo autentico.

Gesù ci dice: “Entrate nella riposo, innanzitutto attraverso l'esperienza del silenzio, voi soli...” perché il silenzio, usando un'espressione immaginifica, è l'altro che scrive nel nostro cuore il mistero della sua storia. Dialogare nel silenzio è accogliere l'altro nella sua bellezza.

Ecco perché Gesù ci dice Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto perché la bellezza della vita è che il fratello possa diventare l'anima delle nostre scelte. Silenzio non è far nulla, silenzio è lasciar spazio alla relazione. E Gesù è entrato nella storia umana per essere in relazione con gli uomini. E questo attraverso la dinamica del silenzio, che è ascoltare, dove ascoltare è porre l'altro al centro della nostra esistenza.

Quando l'uomo impara ad ascoltare impara a vivere, impara a relazionarsi, impara a camminare nella novità della storia. Proviamo per un momento a immaginare Gesù in silenzio con i suoi dodici apostoli e cerchiamo di cogliere la ricchezza relazionale che è nata in quel silenzio. Cogliere il mistero di Gesù che entra in rapporto cardiaco con i suoi discepoli, e quando l'uomo si ritrova con i fratelli in stato di silenzio valorizza il fratello. La bellezza della vita è ascoltarci, l'altro è un dono che la Provvidenza ci regala per crescere nella bellezza della vita.

Noi siamo più portati a voler capire, dovremmo imparare a saper ascoltare, dicendo che l'altro è un valore che ci viene regalato. E il Verbo si è fatto carne, ha accolto l'umanità così com'era in un profondo spirito di relazione e allora, se noi partiamo da questa visione, il riposo è ritrovare la bellezza della nostra vita. Non è far niente, ma il riposo è diventare veri e autentici in una relazione dove noi condividiamo la profondità del nostro cuore regalandoci la bellezza della vita in una fecondità che ci dà la gioia di essere autentici. E questo è possibile, partendo da un ultimo principio: ogni fratello è un meraviglioso dono della Santissima Trinità. Dialogare con i fratelli è accogliere la relazione che la Trinità beata vuole stabilire con ciascuno di noi in modo che possiamo essere fratelli e sorelle in qualunque situazione della storia.

Ecco perché Gesù ha invitato i discepoli a ritirarsi nella solitudine e a riposare un po', perché la bellezza del silenzio è la bellezza dell'autenticità. Non per niente si dice che parlano di più gli occhi che le parole... Parla più la relazione fraterna, che il chiacchierare, perché sono due interiorità che si incontrano per costruire la bellezza della vita. Ascoltare è seminare la gioia di vivere nel cuore di chi ci sta accanto.

Ecco perché Gesù, dopo l'impegno apostolico dei discepoli, li invita a riposare un po', a essere autentici, a essere persone che camminano in novità di vita in una reciprocità che è la bellezza del quotidiano.

E allora, che cosa vuol dirci Gesù stamattina? Siamo uomini che nel silenzio ascoltano e hanno la gioia di essere fratelli con i fratelli in una relazione che scava nel cuore della persona e dà la gioia di vivere.

Questo sia l'insegnamento che Gesù ci vuole regalare questa mattina; riposare è ritrovare la sintonia con il reale, essere fratelli nell'atteggiamento di qualcosa di grande che entra nella nostra storia per renderci veri e autentici. Ecco perché la chiesa è il luogo del silenzio dove noi, contemplando la presenza del Maestro in mezzo a noi come han fatto i Dodici, possiamo ritrovare la gioia e la bellezza della vita, essere profondamente rigenerati per poter regalare il cammino quotidiano col fratello perché possa respirare il gusto del suo quotidiano.

Questo sia il mistero che Gesù potrebbe regalarci questa mattina, in modo che riposare non è far niente, riposare è gustare la vita in un cammino interiore che ci apre a quegli orizzonti di eternità beata quando, nella Trinità, riposeremo per sempre cantando la gioia di essere autentici secondo il mistero del suo amore.

 

Oggi, qui, Dio ci parla...

«Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'»

Nella solitudine la creatura ritrova se stessa e cammina in novità di vita. 

Padre, il tuo Cristo rinnova ogni giorno il nostro spirito e ci offre l'entusiasmo della fede con la luce dello Spirito Santo. AMEN

20 luglio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

"Molti lo seguirono ed egli guarì tutti."

Gesù è la vera speranza del cuore umano che a lui si affida. La sua presenza nel quotidiano rappresenta la fonte di un mondo profondamente rinnovato, aperto al futuro. 

Padre, la fonte della nostra gioia è Gesù e tu ce lo regali continuamente. Rendici docili al suo Spirito perché possiamo costruire il presente nelle tue mani per dare alla luce un mondo tutto rinnovato. AMEN

19 luglio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Il Figlio dell’uomo è signore del sabato.” 

Al centro di ogni regola sociale troviamo sempre la figura della creatura umana. Ogni norma è destinata a costruire la persona che rappresenta il grande capolavoro divino nello scorrere del quotidiano. 

Padre, hai creato l’uomo e in Gesù lo aiuti a maturare in modo costante. Ogni norma che la storia ci offre va in questa direzione. Lo Spirito Santo ci doni tale sapienza perché sappiamo rendere la persona un tuo capolavoro. AMEN

18 luglio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Imparate da me, che sono mite e umile di cuore”. 

Gesù è il maestro di vita per costruire con verità e serenità il presente. In lui scopriamo un vero stile esistenziale per essere veramente noi stessi in qualunque momento. 

Padre, attiraci ogni giorno nel mistero di Gesù per poter maturare nella nostra umanità. In lui siamo veramente noi stessi. Lo Spirito Santo ci guidi in questo itinerario spirituale per poter gustare la novità del tuo amore che fa nuove tutte le cose. AMEN

17 luglio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo” 

La conoscenza del Padre passa attraverso la luce del Figlio che ci introduce nella bellezza divina. Questa abituale convinzione rappresenta la forza del nostro quotidiano di fronte agli imprevisti della storia. 

Padre, la viva presenza del tuo Figlio Gesù fa crescere sempre più il desiderio di contemplare eternamente il tuo volto nella gloria del cielo. Lo Spirito Santo guidi il nostro cuore il questa meravigliosa sete di luce per gustarti nell’eternità beata. AMEN

16 luglio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

"Gesù si mise a rimproverare le città del lago… perché non si erano convertite". 

Davanti alle meraviglie che Gesù operava i suoi concittadini non si convertivano, rimanendo nelle proprie sicurezze religiose. L’apertura del cuore è fondamentale per un cammino veramente evangelico. 

Padre, tieni sempre aperto il nostro cuore alla persona del tuo Figlio Gesù perché ci lasciamo attirare nella sua bellezza spirituale. La vocazione ad essere suoi discepoli vive ogni giorno della sua luminosità che attira continuamente il cuore che si innamora. AMEN

 

15 luglio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Chi accoglie voi, accoglie me… accoglie colui che mi ha mandato”. 

La luce della vita viene dall’alto e genera sempre speranza nel cuore umano. Abbiamo sempre tale atteggiamento e respireremo coraggio e novità spirituali. 

Padre, il tuo Figlio è il centro della nostra esistenza e la speranza per ogni istante. Rendici persone attente al flusso del tempo per essere docili alla creatività dello Spirito Santo che è veramente inesauribile. AMEN

14 luglio 2024

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO B -

DOMENICA 14 LUGLIO 2024

Am 7,12-15      Ef 1,3-14      Mc 6,7-13

OMELIA

Nel cammino quotidiano della vita il cristiano ha come riferimento costante la vocazione a essere Chiesa.

Il Signore rimane nel tempo e nello spazio attraverso la sacramentalità del popolo di Dio in cammino, verso la pienezza della gloria.

Ma cosa vuol dire essere Chiesa? Essere comunità che cammina in novità di vita. E credo che l'evangelista Marco questa mattina ci metta in luce tre aspetti che rinnovano continuamente la nostra storia e ci aiutano a vivere il mistero dell’essere “Chiesa”:

- la presenza di Cristo che opera i suoi miracoli,

- la comunione attraverso gli apostoli,

- per realizzare il criterio di una Chiesa autentica che è la conversione.

Il Cristo, la comunità, la conversione.

Sono i tre aspetti sui quali vogliamo questa mattina soffermarci per prendere coscienza che cosa vuol dire essere Chiesa. Innanzitutto la bellezza di essere Chiesa è la presenza del Maestro. Gli inviti alla povertà di cui il Vangelo parla, le opere meravigliose che essi compiono nel loro ministero, ci dicono la presenza di Gesù. Noi tante volte dimentichiamo questo principio fondamentale a cui noi dobbiamo continuamente richiamarci: il Signore è in mezzo a noi! La bellezza di essere Chiesa è gustare una Presenza.

Tutto ciò che è esteriore è solo sacramento di qualcosa di molto più grande, la divina presenza del Maestro che cammina con noi continuamente. E allora partendo da questo principio quando noi parliamo di Chiesa parliamo di Sacramento di Cristo. È molto bello come al Concilio Vaticano II, quando si delinea il mistero della Chiesa, si parte dalla signoria del Maestro. Lui è il fondamento di tutto. Una Chiesa che non si richiami continuamente alla presenza del Maestro non è una Chiesa, è una struttura.

Ecco il dramma di Papa Benedetto il quale, davanti alla crisi culturale odierna, dice che la bellezza della fede è ritrovare Gesù amico che cammina con noi e ci dà la sua presenza e la sua parola.

La Chiesa è Lui in cammino. Ecco perché il cristiano è un innamorato di due componenti essenziali al mistero della comunità cristiana: il fascino di Gesù, e la bellezza di essere fratelli e sorelle in un unico mistero.

Egli è nient'altro che l'anticipazione di quella gloria che attende tutti noi. Il Signore ci chiama, ci convoca, per farci veramente gustare una comunione che è anticipazione della gloria eterna.

Ma qual è il segno vivo della nostra appartenenza? C'è una parola che caratterizza l'annuncio del Vangelo: la conversione.

Ricordiamo sempre come l'evangelista Marco inizi la narrazione del suo Vangelo: annunciare la Parola, chiamare a conversione, porre l'atto di fede. Essere una comunità che ruota attorno alla Parola dove questa Parola diventa il principio di conversione. In certo quel modo la conversione è abitare nella vita del cristiano, perché la conversione è sostanzialmente un grande atto teologale: Gesù presente, Gesù vivente, Gesù che entra nelle nostre persone e determina lo stile della nostra vita.

La conversione è il gusto di una Presenza; ecco perché Gesù ha detto che i discepoli sono chiamati affinché la gente si converta. Ma qual è il criterio a cui noi dobbiamo richiamarci, se dobbiamo giocare continuamente con questo trinomio? Il punto di partenza, ricordiamocelo, si chiama Gesù.

Ecco perché - dicevo prima il dramma di Papa Benedetto - è che Gesù è il grande sconosciuto. Gesù centro del cosmo e della storia, Gesù è colui nel quale l'uomo ritrova il senso della sua vita, Gesù la persona che dà la speranza nelle tribolazioni del quotidiano. Essere presi dalla sua persona…

D'altra parte, al termine della nostra vita, quale sarà il gaudio che ci avvolgerà fino in fondo e ci darà la bellezza dell'eternità beata, se non la presenza di Gesù?

Innamoriamoci della sua persona, lui è il criterio del nostro istante e a lui continuamente dobbiamo richiamarci, lui è il Signore della vita, per cui la Chiesa è quella che annuncia la presenza del Risorto, una Chiesa senza il Risorto è una struttura che lascia il tempo che trova.

E allora come noi potremmo veramente gustare questo Risorto?

La conversione che, prima di essere un atto morale, è una esperienza mistica, è l'uomo che si lascia prendere dal mistero, che condivide con i fratelli questo mistero e ne assume tutte le caratteristiche.

La conversione è gustare una meravigliosa Presenza. Per cui il Signore entrando in noi, lentamente, fa fiorire questa attualità perché noi diventiamo veramente creature nuove. Questa è la bellezza della nostra vita e allora se noi nel cammino quotidiano costruiremo così la nostra esistenza, al termine della nostra vita, il Signore ci verrà incontro e ci dirà: “Sono la gioia del tuo cuore!” La Chiesa è un Sacramento che ci orienta e ci apre all'eternità beata, è la tensione di fondo che anima la nostra vita: Gesù in noi, Gesù con noi, Gesù che opera continuamente per noi.

Questo sia il mistero che ci accompagna continuamente e allora davanti alla domanda che di nuovo noi ci poniamo – Signore, come possiamo entrare nella bellezza del cielo? - la risposta è molto semplice: “Innamorati di me, vivi la comunione con i fratelli e dà alla tua esistenza quel cuore nuovo che nasce dalla potenza creatrice dello Spirito Santo!”.

Non è quello che stiamo celebrando? Cos'è l'Eucaristia? Se non il Signore in mezzo a noi, il Signore che si regala a noi, il Signore che ci dice: “Sei un mio capolavoro!” E se noi riusciremo a costruire così la nostra storia il Paradiso si aprirà al nostro sguardo e potremo camminare in autentica novità di vita.

Accogliamo questo annuncio che il Signore ci regala continuamente, avvertiremo la gioia di essere creature nuove e si aprirà davanti a noi quell'orizzonte di gloria eterna quando Dio sarà tutto in ciascuno di noi, in attesa di quella comunione gloriosa di tutti a cantare, seguendo l'Agnello ovunque vada, cantando il canto nuovo. Liberamente noi comprenderemo quanto più ci innamoreremo della persona di Cristo Gesù.