E beata colei che ha creduto nell’ adempimento di ciò che il Signore le ha detto
31 maggio 2023
30 maggio 2023
29 maggio 2023
28 maggio 2023
SOLENNITÀ DI PENTECOSTE ( A)
At 2,1-11 1Cor 12,3b -7.12-13 Gv 20,19-23
OMELIA
Il
tempo della Pasqua ci ha lentamente introdotti nella personalità di Gesù, il
suo fascino ci ha conquistati. Tale
mistero si realizza in pienezza nella rivelazione del valore del mistero della
Chiesa. In tale vivo contesto ci poniamo la domanda circa il significato della
festa di Pentecoste. Essa celebra la manifestazione della Chiesa al mondo e
incarna l’esuberanza della comunità apostolica di Gerusalemme, così come ce la
narra la prima lettura. Nello stesso tempo, nel brano evangelico che abbiamo
ascoltato, noi abbiamo colto il valore della presenza di Cristo che nella Chiesa
continuamente diffonde la potenza dello Spirito Santo. La Chiesa rappresenta
sacramentalmente la pienezza del rivelarsi di Dio all’umanità che cammina nella
storia. È un grande mistero nel quale
noi oggi veniamo introdotti, perché la Chiesa è sacramento della presenza dello
Spirito Santo, è segno sacramentale della presenza dello Spirito Santo che
opera nel quotidiano e che realizza in noi tre meravigliosi passaggi, per renderci
della sua creatività salvifica nello svolgersi della storia. Egli
-
ci fa desiderare Gesù nel quotidiano,
-
vi incarna il mistero di Gesù
-
e ci dà il senso della fraternità.
Queste
tre coordinate della operatività dello Spirito animano il mistero della Chiesa.
Possiamo
infatti osservare qual sia il primo elemento fondamentale nel nostro cammino
ecclesiale, se non il desiderare nello Spirito Santo il volto di Gesù. Se noi
guardiamo attentamente la nostra vita, essa è tutta un desiderio. Lo Spirito Santo
in noi ci fa desiderare il mistero di Gesù in mezzo a noi. Ecco perché Gesù,
apparendo ai discepoli, regala loro lo Spirito Santo, perché, attraverso tale
dono, essi possano innamorarsi sempre della persona del Maestro divino. L’uomo,
quando viene con purezza di cuore guidato dallo Spirito, desidera entrare
sempre più nel mistero del volto di Gesù. Cos'è la Chiesa se non il sacramento
di coloro che bramano il volto del Maestro? È una verità questa che tante volte
noi non collochiamo nella sua autenticità, perché dimentichiamo che la Chiesa è
sacramento dell'Invisibile. In tale situazione esistenziale noi, nello Spirito
Santo, bramiamo il volto del Maestro: la bellezza della nostra vita sta nel tendere
al Maestro, lasciandoci attrarre dal suo cuore innamorato della creatura umana.
Ecco perché Paolo, nel brano che abbiamo ascoltato ha detto nessuno dice Gesù è il Signore se non nello
Spirito Santo. La gioia di voler entrare in chiesa, nella divina liturgia, porta
a respirare la creatività dello Spirito Santo; come l'uomo non vive senza il
respiro, noi come battezzati, non camminiamo in novità di vita se lo Spirito
Santo non ci fa desiderare il volto di Gesù. Questo è il primo elemento che la
festa di Pentecoste ci offre: una comunità assetata nello Spirito Santo del
volto del Maestro.
Di
riflesso, lo Spirito Santo incarna in noi la personalità di Gesù, ci fa vivere
i suoi sentimenti. Uno degli aspetti sui quali tante volte noi non riflettiamo
a sufficienza, è che la bellezza della Chiesa sta nel contemplare il volto del
Risorto presente in mezzo a noi. Lo Spirito Santo rappresenta l’ambiente vitale
per contemplare in modo gustativo il Risorto. Non solo lo Spirito ci dà il
desiderio di Cristo, ma costituisce l’atmosfera nel quale Cristo si incarna.
Noi ora ci ritroviamo in questa assemblea liturgica, ma viviamo respirando lo
Spirito Santo, ed è lo Spirito Santo che offre il volto sacramentale al
Risorto. Noi qualche volta rimaniamo legati a un rito, non contempliamo il
Maestro. La bellezza di contemplare il Maestro è la bellezza di essere guidati
dallo Spirito Santo: l'Invisibile che ci fa innamorare del mistero di Gesù. Culturalmente
è difficile entrare in questa visione, perché siamo ammalati di concretezza; la
bellezza della fede, invece, è tutta un sacramento, segno visibile
dell'ineffabilità dell’Invisibile. Un
cristiano è affascinato da un Maestro che attraverso i segni storici cammina
nella nostra vita. Ecco perché la Chiesa è il luogo della Pentecoste. Nella narrazione
degli Atti degli Apostoli si parla di pienezza di tempo, rappresentata dai
cinquanta giorni. La pienezza di
tempo diventa pienezza di spazio, riempì
tutta la casa dove si trovavano, e diventa pienezza interiore: ed essi pieni di Spirito Santo proclamavano
le meraviglie di Dio. Veniamo invitati a contemplare in modo contemplativo
e gustativo la bellezza del Maestro. Questo rappresenta il secondo passaggio
che dovremo cercare di acquisire: la Chiesa rappresenta il sacramento dei
contemplativi di Cristo.
Un
simile orizzonte ci permette di intravedere il terzo passaggio: lo Spirito
Santo di riflesso è luogo di comunione. Se dovessimo chiedere allo Spirito
Santo cosa faccia nel mistero trinitario, Egli ci direbbe che nella Trinità è
fonte ed espressione della comunione, che sussiste tra il Padre e il
Figlio.
Lo
Spirito Santo anima la Chiesa, perché la Chiesa è sacramento di comunione, significa
la gioia di poter partecipare alla vitalità della fraternità: respiriamo
l'unico Spirito, contempliamo l'unico Maestro, gustiamo l’essere l'unico corpo
che è la Chiesa.
La
bellezza di essere Chiesa è respirare in modo continuo l'azione dello Spirito
Santo. Ecco perché la festa di Pentecoste è la festa della manifestazione del
darsi della pienezza dello Spirito che anima
la comunità ecclesiale. Veniamo in chiesa per respirare lo Spirito Santo,
contemplare Gesù e avere lo sguardo intensamente rivolto al Padre. Questa è la
bellezza dell'essere Chiesa.
Questa
mattina, convocati nello Spirito Santo attorno al Maestro, possiamo dire cosa
voglia dire la gioia d’essere la Chiesa! È sempre bello quando noi andiamo alla
teologia medievale, dove si diceva in
Cristo nello Spirito Santo si fa la Chiesa attraverso l’Eucaristia. L’Eucaristia
non è un rito da celebrare, ma una Chiesa da vivere intensamente per poter
gustare questa presenza del Divino che è l'anima della nostra anima. Celebrare
l’Eucaristia significa partecipare alla convivialità del Risorto e accogliere i
fiumi dello Spirito Santo per diventare comunità cristiana. Questa è la Chiesa,
la Pentecoste vivente: l'evento della Pasqua diventa Pentecoste per cantare la
gioia della comunione che è la Chiesa. Viviamo così questa Eucaristia e
attraverso il racconto dell'evangelista Luca sentiamoci ricolmati di quello
Spirito Santo che è Spirito di comunione per essere la presenza del Maestro per
poter lodare quel Padre che, in paradiso, sarà la pienezza della nostra
esistenza.
27 maggio 2023
26 maggio 2023
25 maggio 2023
24 maggio 2023
23 maggio 2023
22 maggio 2023
21 maggio 2023
ASCENSIONE DEL SIGNORE – ANNO A
DOMENICA 21 MAGGIO 2023
At 1,1-11 Ef 1,17-23 Mt
28,16-20
OMELIA
La bellezza della festa di oggi sta tutta nella gioia
di riscoprire la reale presenza di Cristo nel cammino della comunità cristiana.
Il mistero dell’assunzione di Gesù in cielo è un mistero che ci rivela una
grande verità: Gesù esce dallo spazio e dal tempo per essere sempre presente
nello spazio e nel tempo, per crescere verso la pienezza della gloria nella
Gerusalemme del cielo.
Il mistero dell'ascensione è la celebrazione del gusto
della reale presenza di Cristo in mezzo a noi. È importante fare nostro ciò che
è detto nel brano degli Atti da parte degli angeli: Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo
stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo perché sarà in mezzo a voi
per regalarvi la bellezza del suo mistero. Ecco perché la Chiesa questa mattina
ci ha offerto nel Vangelo l’affermazione: Ecco,
io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. La festa di oggi
è la festa della reale presenza di Cristo dentro di noi, nella nostra storia,
in un cammino che ci proietta verso l'eternità beata. Ma cosa vuol dire “presenza
reale”? Noi qualche volta nello scorrere della nostra esistenza abbiamo perso
il concetto di presenza. La presenza è una relazione. Abbiamo la consapevolezza
che la rivelazione è una relazione. Noi tante volte pensiamo che Gesù sia
venuto a darci delle verità, quelle che noi chiamiamo verità della fede che
dobbiamo accogliere. Non è proprio esatto, il Signore è venuto per rimanere in
mezzo a noi, per farci desiderare la pienezza della nostra esistenza. La
bellezza della rivelazione è la bellezza di una relazione, Dio si manifesta
rapportandosi con l'uomo e l'uomo gusta tale ricchezza rapportandosi con Lui.
Ecco perché nel mistero della assunzione di Gesù al cielo racchiude il mistero
della sua reale presenza nel cammino della chiesa. Ma cosa significa per noi
questa reale presenza? E allora tre passaggi per entrare in questo mistero:
- la coscienza che lui è presente,
- che lui si rapporta con noi,
- perché noi viviamo della sua presenza.
L'essere cristiani è gustare questo tipo di dinamica.
Si rivela importante che il primo passaggio da tenere ben
presente è questa sottolineatura: il Signore è oggi in mezzo a noi. Egli ci ha
detto: “Io sono con voi”. Ricordiamo che nel vangelo di Matteo Gesù
è l'Emmanuele. Inoltre egli ha affermato che Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro. Siamo chiamati a gustare il darsi di
una presenza. Il cristiano è colui che incarna nella storia tale verità, egli
non è mai solo e percepisce nel più profondo della propria storia l'essere
preso per mano per camminare nel mistero di Dio. Ecco perché gli angeli dicono -
perché state a guardare il cielo? - Essi
ci dicono: “Entrate nella storia, gustate la presenza del Maestro che è in
mezzo a voi per camminare in novità di vita”.
Tale presenza è direttamente proporzionale a come noi
viviamo sacramentalmente dell'Invisibile. Uno dei problemi che si pone oggi a
livello di fede è che l'uomo contemporaneo non ha più il gusto dell'Invisibile,
non ha più la percezione di qualcosa di più grande che avvolge la sua esistenza.
La Chiesa ce lo ha detto molto bene: se vogliamo incontrare il Signore dobbiamo
sempre coniugare visibile e Invisibile nel primato dell'Invisibile, e questa è
una legge meravigliosa che nasce dalla stessa natura umana. L'amore cos'è se
non l'Invisibile che sacramentalmente diventa visibile nei linguaggi dell'amore?
Ecco perché il cristiano deve continuamente lasciarsi educare da questa
presenza nell'Invisibile. Se noi veramente riusciremo a entrare in questa
visione, saremo aiutati a cogliere la presenza di Gesù: Io sono con voi, e questo evento ha luogo in tre modalità molto
semplici: la fede, il sacramento, la carità, tre dinamiche in cui noi
incarniamo questa presenza.
La fede appare in primo piano: Cristo abita mediante
la fede nei vostri cuori. Il credente è sacramento della reale presenza di
Cristo. Noi qualche volta pensiamo che la fede sia nell'ordine del capire, del ragionare;
la fede è gustare una presenza meravigliosa che determina lo stile della nostra
vita, è la relazione, credere è lasciarci raggiungere dalla bellezza di Dio e
allora quel Dio che è in mezzo a noi si relaziona con noi, nella fede, nel rito,
nella carità, è lui il Signore che si comunica all'uomo. In certo qual modo
cos'è la nostra vita su tale sfondo? È il sacramento vivo di una presenza
meravigliosa, Gesù in noi!
E allora se noi cogliamo questo elemento è chiaro che
il terzo passaggio è molto semplice: gustare la presenza, facendo nostra la
percezione dell'ammirazione. Oggi ci si chiede come possiamo essere dei
credenti, e su tale interrogativo si mette in luce una caratteristica
fondamentale della nostra esistenza: il credente vive di una intensa emozione
esistenziale nel clima del rendimento di grazie. In tal modo percepiamo la
presenza del Risorto. Egli si rivela a ciascuno di noi attraverso quella
presenza sua nelle nostre persone che ci dà il gusto della bellezza e della
speranza. La commozione in questo dovrebbe sempre accompagnarci. Occorrerebbe
sostituire al pensare troppo, il gustare la gioia di sentirci amati. In una
simile luce il terzo passaggio è molto chiaro: la bellezza del Signore noi la ritroviamo
gustando la sua creatività nel quotidiano, lui è presente, lui si relaziona con
noi, noi entriamo in relazione con lui. In lui viviamo quello che ci ha
promesso: Io sono con voi tutti i
giorni, fino alla fine del mondo. Ecco perché il cristiano è un uomo
semplice, sereno, essenziale. L'essere cristiani è una relazione accolta,
gustata, condivisa. Ecco allora la luminosità del mistero della assunzione di
Gesù al cielo: la sua presenza relazionale nei nostri confronti.
Questa mattina ci siamo qui riuniti per gustare questa
presenza nella essenzialità, semplicità del rito per lasciarci affascinare da
una presenza. Il mistero dell'ascensione non è Gesù che se ne va lassù, ma Gesù
che rimane nella concretezza della nostra esistenza.
Se noi riusciremo veramente a gustare questi tre
passaggi si realizzerà l'affermazione degli angeli: incontrare il Signore
quando verrà tra le nubi del cielo, nella esultanza del paradiso, quando saremo
in una gloria gioiosa veramente inesauribile. Gesù è venuto, rimane in mezzo a
noi per farsi desiderare nella pienezza della luce eterna, come tra poco
ascolteremo: Beati gli invitati alla
cena delle nozze dell'Agnello. Potremo
gustare in questa Eucaristia la sua reale presenza, una reale presenza che non
è solo il pane consacrato, ma una reale presenza che lui è in noi, è in mezzo a
noi, lui che ci parla, lui che mangia con noi per potere con noi godere la
bellezza del rapporto con il Padre che è la grande meta della nostra esistenza.
Chiediamo allo Spirito Santo di gustare questa
presenza in modo che quando il Signore ci chiamerà alla gloria noi potremo
dire: finalmente ti posso vedere! Viviamo questa profonda tensione verso il
mistero di quella gloria dove saremo in lui trasfigurati. Ecco il mistero di
oggi che la Chiesa ci offre. Gustiamo la presenza del Maestro ogni volta che
poniamo l'atto di fede, ogni volta che andiamo all'Eucaristia, ogni volta che
poniamo un gesto di carità, lui è il Signore e avvertiremo sempre più lo
sviluppo in noi di quel desiderio di vedere il Signore prima che possiamo, per
poterne gustare la gloria in quell’eternità beata che sta aspettando ciascuno
di noi.











