08 giugno 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” 

L’attenzione al volere del Padre è il significato portante della vita di Gesù. Quello che Egli vuole il Maestro lo incarna nelle scelte del suo quotidiano perché sussiste un intenso spirito di comunione. Questa è la bellezza della vita di tutti i giorni. 

Padre, nelle tue mani è la vita di Gesù che vive una intensa sintonia con la tua volontà. Aiutaci a seguire il suo esempio per crescere nella comunione con te e con lo Spirito Santo e per costruire in modo nuovo la vita quotidiana. AMEN

07 giugno 2024

Oggi, qui, Dio ci prla...

“Ascolta, Israele!”

Il fondamento delle scelte dell’esistenza si costruisce attraverso l’ascolto quotidiano della storia. Qui il Signore ci illumina e ci parla perché sappiamo camminare nella verità in costante esperienza di comunione fraterna. 

Padre, il tuo Verbo si è fatto storia per insegnarci lo stile per essere veramente noi stessi. In lui vero uomo possiamo maturare in un cammino esistenziale pienamente umano. Lo Spirito Santo ci guidi in tale percorso perché possiamo essere noi stessi nel tuo progetto di amore. AMEN

 

06 giugno 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Ascolta, Israele!”

Il fondamento delle scelte dell’esistenza si costruisce attraverso l’ascolto quotidiano della storia. Qui il Signore ci illumina e ci parla perché sappiamo camminare nella verità in costante esperienza di comunione fraterna. 

Padre, il tuo Verbo si è fatto storia per insegnarci lo stile per essere veramente noi stessi. In lui vero uomo possiamo maturare in un cammino esistenziale pienamente umano. Lo Spirito Santo ci guidi in tale percorso perché possiamo essere noi stessi nel tuo progetto di amore. AMEN

 

05 giugno 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe. Non è Dio dei morti, ma dei viventi!” 

La bellezza della scelta di Gesù è un canto al mistero della vita che avvolge le nostre persone. Credere in lui significa respirare quella vita che ci condurrà per tutta l’eternità beata.

Padre, nel tuo Verbo incarnato gustiamo la vita che è un meraviglioso presente che non avrà mai una conclusione perché ci proietta in un infinito esistenziale. Lo Spirito Santo ci doni questa sapienza che ci offre il gusto dell’eterno che ci avvolgerà per sempre. AMEN 


04 giugno 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare e quello che è di Dio a Dio."

L’uomo è inserito in una storia concreta che deve saper ascoltare come parola divina per lui per dare un volto autentico alla propria esistenza. Occorre sempre avere un cuore aperto e libero. 

Padre, tu ci parli ogni giorno perché possiamo fare la tua volontà come ha fatto Gesù. Rendi sempre attento e vigile il nostro cuore all’azione del tuo Spirito perché cresciamo in sintonia con il tuo misterioso volere. AMEN

 

03 giugno 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

"Un uomo piantò una vigna… la diede in affitto a dei contadini." 

L’esistenza umana è un grande dono che viene dall’alto ed è se stessa solo in una esperienza di tanta gratitudine. Qui appare la fecondità del quotidiano e la bellezza dell’esistenza. 

Padre, la nostra storia è un atto della tua bontà e ci chiami a vivere nella gratitudine per poter essere fecondi. Aiutaci a contemplare la grandezza del tuo amore in Gesù e nello Spirito Santo per la costruzione di un mondo nuovo. AMEN 

 

02 giugno 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”.

Il mistero eucaristico ci rende contemporanei con l’offerta che Gesù fa di se stesso al Padre per donare la vera novità della vita umana. In lui veniamo trasfigurati e rigenerati.

Padre, Gesù ci rende partecipi del suo mistero di amore per te e per l’intera umanità. Nella potenza dello Spirito Santo facci consapevoli di questo grande dono per seminare speranza nel cuore di ogni uomo. AMEN

 


SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – SOLENNITÀ - ANNO B -

DOMENICA 2 GIUGNO 2024

Es 24,3-8      Eb 9,11-15      Mc 14,12-16.22-26

OMELIA

La Chiesa ci raduna questa mattina in preghiera ricordando la grandezza del mistero eucaristico.

Tutta la storia di Gesù è racchiusa in questo grande evento che noi rileggiamo in profondità attraverso quelle parole della consacrazione che devono farci molto pensare e condurci a un itinerario interiore molto profondo - prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede: prendete e mangiate, questo è il mio corpo dato per voi; prese il calice, rese grazie, lo diede: prendete e bevete, questo è il calice della nuova ed eterna alleanza versato per voi e per tutti in remissione dei peccati-.

La Chiesa attraverso il racconto dell'evangelista Marco ci dice che la bellezza del mistero eucaristico è vivere l'esperienza dell'ultima cena, attraverso tre passaggi che dovremmo sempre tenere presente nella nostra vita ogni volta che andiamo all'Eucaristia.

Noi, tante volte, rimaniamo legati semplicemente al fatto d'andare a messa e di fare la comunione.

Se guardiamo attentamente il racconto dell'evangelista Marco ci accorgiamo che la bellezza dell'Eucarestia è innanzitutto contemplare la figura di Gesù. Gesù che nel prendere il pane, nel prendere il calice dice: questo è il mio corpo dato, questo è il mio sangue versato! Anzi, se andiamo al testo originale greco o aramaico noi dovremmo dire così: questo mio corpo dato, questo mio sangue versato, dove l'attenzione non è posta tanto sul corpo e sul sangue, ma sul “dato e versato”.

Gesù nell'ultima cena dona il suo corpo e il suo sangue, in quell'ultima cena incarna la grandezza del Calvario.

Noi tante volte dimentichiamo che la bellezza dell'ultima cena è l’oggi del Calvario. Nell'Eucaristia Gesù dà se stesso, corpo dato - sangue versato, è in certo qual modo la bellezza dell'oblazione che Gesù ci offre nel mistero dell'Eucaristia, la sua presenza con le stimmate dell'albero della croce.

Ecco perché il primo elemento da tenere ben presente quando noi celebriamo l'Eucaristia è l'albero della croce. Non per niente nel rituale della Messa si dice che ci deve essere un grande Crocifisso, che tutti devono contemplare, perché la bellezza della preghiera eucaristica è il gusto di Gesù sull'albero della croce.

Questo è il mio corpo dato, questo è il mio sangue versato, volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto… Quindi la bellezza dell'Eucaristia è contemplare il Crocifisso.

Noi tante volte diamo più attenzione al fatto del “fare la comunione” dimenticando che il primo elemento essenziale per riuscire a cogliere il mistero eucaristico è entrare in quella croce. Gesù nell'ultima cena è morto, ha dato la sua vita sacramentalmente e in lui ritroviamo la bellezza del Calvario. Ecco perché il cristiano nel cammino della sua vita quando va all'Eucaristia si sente attirato da questa croce e si lascia inchiodare su quella croce. Noi tante volte poniamo l'attenzione sul fare la comunione, ma cos'è questa comunione se non il corpo dato e il sangue versato?

Se noi guardiamo attentamente la liturgia eucaristica orientale dopo le parole della consacrazione, sia sul pane che sul calice, i fedeli cantano: Amen! Perché la bellezza di quella eucaristia è essere con-crocifissi con Cristo donando la nostra vita come Gesù. Gesù dice - questo è il mio corpo dato, questo è il mio sangue versato - e il cristiano ascoltando queste parole contemplando il Mistero dice: “In Gesù, corpo dato, dò il mio corpo, nel sangue di Cristo versato, verso il mio sangue!”.

L'Eucaristia è entrare nell'oblazione stessa di Gesù.

Ecco perché il cristiano quando annuncia il mistero dell'Eucaristia “Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta” ricorda una cosa molto semplice: le sue mani sono trafitte dal mistero del Calvario.

Noi moriamo con Gesù, sacramentalmente doniamo la vita come Gesù e con Gesù entriamo nella bellezza della Risurrezione, con i segni della passione - dice la Liturgia - Gesù vive immortale!

Ecco perché celebrare la festa del Corpus Domini è entrare nell'ultima cena di Gesù, condividere la bellezza gloriosa del Calvario, vivendo la nostra vita con le stimmate del Maestro, celebrando il memoriale della morte e Risurrezione del Signore!

L'Eucaristia è essere personalmente il Cristo vivente sulla croce con quella ricchezza che è la Risurrezione che ci fa dire: “Viviamo come Gesù”. Ecco perché il cristiano è innamorato dell'Eucaristia, perché è una presenza oblativa, una presenza che dà speranza alla vita, una presenza che ci apre sugli orizzonti dell'eternità beata. E Gesù ce l'ha detto molto bene stamattina: non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio, è la bellezza dell'eucaristia del cielo!

Noi viviamo nel Sacramento l'Eucaristia, ma pregustiamo quell'incontro glorioso dove il Signore, a capo della mensa, passerà a darci il suo corpo dato e a regalarci il suo sangue versato: è la grandezza del paradiso, quando noi riusciremo a entrare in questa meravigliosa esperienza di accogliere il Cristo nel suo mistero di donazione che è eternità beata. E allora la festa del Corpus Domini è la festa di una presenza! Come sarebbe bello se noi celebrando l'Eucaristia fissassimo lo sguardo del cuore sul mistero di Gesù e in questo atteggiamento morire e risorgere con lui, in attesa della pienezza della gloria che attende tutti noi!

Gesù ci invita a mangiare la sua Pasqua, a morire come è morto lui per vivere come è vissuto lui.

Ecco perché l'ultimo Sacramento della vita - e questo dobbiamo ricordarcelo - è la Comunione eucaristica: il viatico, dove noi sacramentalmente viviamo quello che dopo un momento vedremo nella gioia di gustare il Signore nella visione faccia a faccia. Annunciamo la tua morte, proclamiamo la tua Risurrezione, in attesa di questa tua venuta gloriosa. Questa è l'Eucaristia, non è semplicemente metterci in fila e fare la comunione che è un ritualismo tante volte senza vita, ma è diventare il mistero di Gesù che, in quel pane dato e in quel sangue versato, ci dona la sua vita oblativa per essere quelle creature nuove che pregustano il paradiso.

Viviamo così questa Eucaristia e allora, quando faremo la comunione e diremo quell'Amen, in certo qual modo risentiremo l'atteggiamento di Gesù secondo Giovanni all'albero della Croce: restituì lo Spirito, entrare nella gloria del cielo. Questa sia la grande aspirazione che vogliamo coltivare dentro di noi nella certezza che entrando nell'oblazione di Gesù entriamo in paradiso e, in paradiso, ci sarà quel canto eterno dove per sempre ci accosteremo al banchetto dell'Agnello per cantare le meraviglie del suo amore per tutta l'eternità beata.

Amen!

01 giugno 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Con quale autorità fai queste cose?" 

Il fascino di Gesù crea una forte attrazione nel cuore aperto al mistero, mentre è in ricerca della verità della propria esistenza. La sua soavità attira, scalda il cuore, illumina la mente, offre entusiasmo nelle scelte di tutti i giorni. 

Padre, donaci la gioia di penetrare nel cuore del tuo Figlio Gesù per poterne gustare la bellezza. In lui l’anima respira e con coraggio lo imita nella sequela quotidiana. Donaci il tuo Spirito perché possiamo veramente innamorarci di lui e così dare alla luce un mondo migliore. AMEN

 

31 maggio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” 

Il cuore credente sa leggere gli avvenimenti quotidiani come la fecondità divina nella storia di tutti i giorni. È quel senso di speranza che anima chi cammina nella fede. 

Padre, da te procede il cammino della storia della salvezza. In Gesù tutto diventa una tua benedizione per seminare speranza nel cuore umano. Illuminaci con il tuo Spirito Santo perché sappiamo vivere nella fiducia che viene da te e riusciamo a regalare sempre speranza. AMEN

30 maggio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Va' la tua fede ti ha salvato!” 

La creatura costruisce la propria esistenza attraverso rapporti di fiducia con i propri simili. In questo atteggiamento cresce nella speranza affrontando la storia quotidiana con tanto coraggio, superando ogni paura.

Padre, nella persona di Gesù il nostro cuore ritrova sempre speranza e coraggio nell’affrontare il mistero della vita quotidiana. Avvolgici nella nube dello Spirito Santo perché possiamo vivere nel tuo amore rendendo sempre più feconda la nostra fede. AMEN

 

29 maggio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato.” 

La gioia della vita sta nella cultura della gratuità e della gratitudine. Qui scopriamo la grande bellezza della libertà del cuore dove si canta la bellezza della vita. 

Padre, donaci sempre la libertà del cuore per accogliere il mistero del Maestro e per poterne gustare la grandezza. Lo Spirito Santo ci tenga sempre aperti alla tua misteriosa volontà per poterla accogliere e per crescere nella docilità a ciò che desideri. AMEN

 

28 maggio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Non c’è nessuno che abbia lasciato tutto… che in questo tempo non riceva cento volte… e la vita eterna nel tempo che verrà.”

Il fascino di Gesù, il mistero della sua persona, il cammino verso la gloria sono valori che animano il cuore di ogni discepolo che si lascia attirare nella bellezza del volto del Maestro. In lui c’è la pienezza della vita e l’apertura gloriosa nell’eternità beata, vera meta della beata eternità. 

Padre, avvolgici nella luminosa bellezza di Gesù, facendoci vivere come egli è vissuto; in lui vogliamo costruire ogni istante della nostra esistenza per poter crescere nel desiderio di quella luminosità eterna che farà brillare eternamente le nostre persone in un canto di gioia infinita ed inesauribile. AMEN

 

27 maggio 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

“Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!” 

La concentrazione sulla persona di Gesù si pone al centro della vita di ogni discepolo. In tale atteggiamento egli vive la libertà del cuore ed è docile alla volontà divina per gustare l’autenticità evangelica della propria esistenza. 

Padre, il tuo Figlio Gesù ci attira a sé perché possiamo progressivamente assimilare la sua mentalità. Il suo cuore palpita in ciascuno di noi perché viviamo come lui. Lo Spirito Santo ci guidi in questo cammino perché possiamo giungere a contemplare la tua gloria. AMEN 

26 maggio 2024

SANTISSIMA TRINITÀ - SOLENNITÀ - ANNO B -

DOMENICA 26 MAGGIO 2024

Dt 4,32-34.39-40      Rm 8,14-17      Mt 28,16-20

OMELIA

Il cammino che abbiamo percorso nel tempo pasquale ci ha fatti crescere nella coscienza che Cristo è il centro della nostra vita, lo Spirito Santo l'anima delle nostre scelte, il Padre meta della nostra storia, per cui celebrando la bellezza dell'essere Chiesa nella festa di Pentecoste, abbiamo goduto di vivere del mistero della Santissima Trinità.

È molto bella la definizione che San Cipriano ci ha dato della Chiesa “popolo riunito nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. La Chiesa è una comunione nelle tre Persone Divine per cui, la Chiesa, celebrando la festa della Santissima Trinità vuol farci riscoprire la gioia di essere la Trinità vivente. Ecco perché il testo che abbiamo ascoltato dal Vangelo di Matteo ci ha detto che noi siamo stati battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Il cristiano è la Trinità vivente, è l'originalità della bellezza della nostra fede: l'unità di Dio nella Trinità delle tre persone. Ma cosa vuol dire che noi siamo in Cristo Gesù, nello Spirito Santo, per essere il luogo delle meraviglie del Padre?

Cerchiamo insieme di vedere l'agire delle tre Persone Divine nella nostra vita.

Noi siamo stati educati a vivere nella Santissima Trinità. Il segno di Croce che ci accompagna nella vita, che ci accompagna nei riti, che ci accompagnerà nel momento in cui moriremo è il senso della nostra vita: creati nel Padre e dal Padre camminiamo imitando il figlio Gesù, nella forza, nella potenza dello Spirito Santo. Innanzitutto la bellezza di essere nel Padre.

Una delle difficoltà dell'uomo di oggi è riconoscersi nella realtà del Padre, fonte della nostra vita. Infatti, quando è stato chiesto a Gesù - insegnaci a pregare - noi abbiamo imparato a dire: Padre! È la bellezza della nostra storia, essere nella certezza di essere del Padre.

E questo senso della paternità di Dio noi lo ritroviamo attraverso uno stile di vita: siamo creati dal Padre che accompagna tutta la nostra vita, egli è la fonte della nostra storia.

È quello sguardo rivolto verso l'alto che accompagna il cammino della nostra quotidianità: essere nella luminosità del Padre, essere nella sua creatività, essere creature nelle quali il Padre compie le sue meraviglie. E il Padre, nel suo amore, ci ha regalati al Figlio.

Una delle domande che tante volte nascono in noi è: come noi possiamo veramente entrare nella realtà del Padre? E allora il Padre ci regala al Figlio perché il Figlio ci educhi ad avere sempre questa concezione del Padre come criterio portante della nostra storia.

Quando il discepolo chiede a Gesù - insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli - Gesù ci dice: quando pregate dite: Padre! È andare alla fonte della nostra esistenza.

Il Signore nel cammino della nostra vita ci insegna sempre a dire: Padre!

Entrare in quella intimità fontale della nostra esistenza che è tutta racchiusa nel Padre. Ecco perché Filippo, ascoltavamo nel tempo di Pasqua, rivolgendosi a Gesù gli dice: insegnaci a conoscere il Padre e ci basta. Dire “Padre” è riempire la nostra esistenza anzi, e questa è la bellezza che la tradizione evangelica ci regala, Gesù ci dice: quando pregate dite Abbà! Padre, perché in quel momento abbiamo il sapore di Gesù che si rivolge al Padre. Dire “Padre” è gustare la relazione meravigliosa Padre e Figlio.

Si racconta nella vita di San Francesco d'Assisi che egli fece una gara con un suo confratello - quanti Padre nostro avrebbero detto nel cammino da Assisi alle carceri - e arrivati alle carceri il discepolo disse il numero di volte che aveva recitato il Padre nostro. San Francesco disse: “Ho detto Padre e mi sono bloccato…”. È la gioia di entrare nel mistero della vita che nasce dal Padre e che il Figlio ci regala continuamente.

È molto bello nel cammino della nostra vita percepire questa relazione meravigliosa tra il Padre e il Figlio che è il senso della nostra vita e, tutto questo, nella esperienza dello Spirito Santo.

Lo Spirito opera in noi, respira in noi, lo Spirito Santo è la capacità di camminare nella storia della vita quotidiana.

Uno dei problemi dell'uomo contemporaneo è il senso della sua solitudine; ora Gesù insegnandoci a dire il Padre nostro ci inserisce in una meravigliosa comunione trinitaria.

Padre, sia santificato il tuo nome. Padre, venga il tuo regno. Padre, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra, Padre! In certo qual modo è riempire la nostra vita di questa pienezza che è il Padre creativo della nostra storia. Diciamo “Padre” e la nostra esistenza sarà profondamente rinnovata e rigenerata. E Gesù ci insegna a imitare la sua vita di oblazione, il Padre ci regala a Gesù. Ricordiamo sempre la bella espressione di Gesù nell'ultima cena Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato… Erano tuoi e li hai dati a me.

La bellezza della nostra vita è vivere la circolarità esistenziale Padre e Figlio nel respiro dello Spirito Santo che è creativo nella nostra vita. Ecco perché la festa della Santissima Trinità è la festa in cui noi ritroviamo la bellezza e il gusto della nostra storia: immersi nel Padre, imitiamo il Figlio nella potenza creatrice dello Spirito Santo. La nostra vita dalla Trinità alla Trinità attraverso la gioia di accoglierne tutta la grandezza.

Penso che se noi riuscissimo a cogliere tale verità ritroveremmo l’originalità della nostra vita che è nient’altro che un alimentare la vita divina che è in noi. Nel Padre viviamo, nel Figlio imitiamo la bellezza di amare, nello Spirito Santo il gusto di essere una fecondità comunionale: è la bellezza a cui veniamo richiamati dalla Chiesa oggi. E allora ogni volta che noi entriamo nelle solitudini esistenziali diciamo Padre, sentiremo il Figlio e gusteremo la creatività dello Spirito Santo.

Questa è la bellezza della vita: essere immersi in una comunione divina.

E allora celebrando questi Divini misteri noi entriamo nella vita delle tre Persone Divine.

Nel momento in cui faremo la comunione il Padre ci regalerà il Figlio e saremo immersi nella fecondità dello Spirito Santo, la vita divina che ci ricrea continuamente e ci dà la capacità di essere veri e autentici.

Camminiamo in questa luce in attesa di quel grande mistero che ci attende alla fine della nostra vita, ricordiamo sempre la bella preghiera con la quale noi siamo stati battezzati nella liturgia antica e che noi ripetiamo nel giorno in cui moriremo, dove noi diremo sempre la bellezza di essere nel Padre che ci ha creati, nel Figlio che ci ha redenti, nello Spirito Santo che ci ha rigenerati. Questa sia la vita, la verità, la gioia della nostra storia, la Trinità beata anima delle nostre persone e nel Padre viviamo, nel Figlio imitiamo, nello Spirito Santo creiamo.

Questa sia la bellezza della festa di oggi che non è capire - uno in tre, tre in uno - ma è gustare una vitalità, una presenza che ci rinnova continuamente e che diventa per noi una grande attesa quando, nella Trinità, lasceremo questa vita e gusteremo il volto luminoso del Padre che ci dirà: “Vieni alla mia destra con il mio Figlio per gustare quella comunione gloriosa che sarà la bellezza dello Spirito Santo”.