13 maggio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.

Gesù, tieni sempre aperto il nostro cuore alla tua parola per crescere in comunione con te e con i fratelli in un fecondo dialogo di vita eterna. 

Padre, il cuore che ama sa sempre ascoltare per crescere nella feconda comunione fraterna. Gesù orienti a te la vita quotidiana in un grande spirito di obbedienza. Lo Spirito Santo ci guidi sempre in tale meraviglioso cammino interiore. Allora saremo vangelo vivente. AMEN

12 maggio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Io sono la porta delle pecore

Gesù è il centro della storia di ogni creatura e a lui ci si riferisce come alla linfa esistenziale di tutti gli uomini. Egli è la luce che si diffonde in ogni persona, e che offre un significato autentico a ogni creatura. 

Padre, nel mistero di Gesù ci offri la luce che dà significato alla nostra storia quotidiana, è la fonte che illumina la nostra esistenza. Guidaci con il tuo Spirito perché possiamo operare scelte che siano in sintonia con la tua misteriosa e meravigliosa volontà. AMEN

11 maggio 2025

IV DOMENICA DI PASQUA - ANNO C -

DOMENICA 11 MAGGIO 2025

At 13,14.43-52      Ap 7,9.14-17      Gv 10,27-30

OMELIA

Immersi nella gratuità misericordiosa di Dio noi godiamo della presenza del Risorto: è il cammino che la Chiesa ci sta facendo percorrere in questo tempo. Vedere il Risorto è ritrovare il gusto della vita e il senso della vita è crescere nell’esperienza del Risorto. Ora, nel momento in cui ci poniamo nell’atteggiamento di essere affascinati dal Risorto, egli ci aiuta a fare un passo più avanti, a entrare nella vita propria delle tre Persone divine.

È quello che Gesù questa mattina potrebbe volerci regalare attraverso il testo evangelico ascoltato: il Risorto ci colloca nel meraviglioso rapporto che esiste tra lui e il Padre: “Io e il Padre siamo una cosa sola” ha detto Gesù, quindi, la bellezza dell’esperienza del Risorto è entrare in questa comunione che esiste tra il Padre e il Figlio. In certo qual modo l’incontro con il Risorto è un passaggio: vedere il Risorto per godere questa vita di comunione che esiste tra il Padre e il Figlio.

È il senso stesso della nostra esistenza e della meta verso la quale tendiamo continuamente dove, nell’eternità beata, vivremo eternamente questa comunione: Padre–Figlio–nello Spirito Santo. Tuttavia di fronte a questa grande visione che ricolma di speranza la nostra esistenza perché ci porta fuori dalle nostre solitudini e ci immerge in ciò che veramente vale, in noi nasce la domanda se sia veramente possibile entrare in questa affascinante avventura.

Gesù questa mattina – attraverso due espressioni – ci dice che questa avventura è possibile perché siamo nelle mani di Dio. È molto bello come Gesù utilizzi, nel linguaggio di Giovanni, l’immagine delle mani: siamo nelle mani del Figlio, siamo nelle mani del Padre. Essere nelle mani è sicurezza.

La grandezza della nostra vita, quando la vogliamo leggere nel senso più profondo, è una vita nelle mani di Dio dalle quali – lo ha detto Gesù – noi non possiamo mai scappare e “nessuno -  ha detto Gesù - le strapperà dalle mie mani”. Ecco perché il cristiano quando cammina nella storia ha questa percezione fondamentale: sono nelle mani di Dio. Spesso l’uomo è ricco di interrogativi, di problematiche, l’uomo pensando molto a se stesso complica sempre ciò che è semplice, il cristiano ritrova la serenità quando coglie la sua esistenza nelle mani di Dio.

Dove abito? dice il cristiano a Gesù, e Gesù risponde: nelle mani mie e del Padre.

Quando, nell’itinerario della nostra esistenza, cogliamo questo aspetto siamo sempre nella fiducia. Ma questa idea di mani è ancora più profonda perché l’immagine delle mani ci porta all’artista, l’artista che plasma. Dio non è una statua, Dio è dinamico! In certo qual modo Dio, nel momento in cui ci ha creati, ha incominciato a plasmarci. Cos’è la vita? Essere nelle mani plasmatrici della Santissima Trinità, nelle mani del Padre e del Figlio, nell’energia creatrice dello Spirito Santo! Allora l’esistenza nella concretezza delle sue situazioni che in modo immediato crea problemi al nostro sensitivo diventa un’esaltante avventura: lasciarci plasmare da Dio. La storia è la forza plasmatrice delle tre Persone divine. Ecco perché Gesù ha detto: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e mi seguono”, si lasciano plasmare! Nel momento nel quale facciamo la scelta d’essere discepoli lasciamo alla Trinità di agire e plasmarci come vogliono le tre Persone (tanto il progetto è loro) e nelle loro mani saremo dei meravigliosi capolavori. È una verità che deve penetrare dentro di noi perché è il senso stesso della vita: è bello conoscere il Risorto per entrare in quel rapporto creativo Padre-Figlio nella potenza penetratrice dello Spirito Santo.

Davanti a questo scenario Gesù ha un’altra parola che ci ricolma ancora più di forza e di speranza. Gesù ha detto: “Il Padre mio, che me le ha date”.

Qualche volta ci poniamo la domanda: che cos’è la mia vita? Soprattutto in alcuni momenti di particolare tormento dove l’uomo si pone l’interrogativo se valga la pena o meno di vivere: è il dramma dell’uomo dei nostri giorni! Gesù ci dice: “Non temere, tu sei il regalo che il Padre mi ha fatto”. Davanti alla domanda che senso ha la vita, Gesù ci dice: sei un regalo. Quando dall’eternità Dio ci ha pensato e attraverso i genitori ci ha dato la luce, egli, il Padre ci ha regalati al Figlio.

La bellezza della vita è di essere un regalo Padre-Figlio.

Quando spesso cadiamo nel nostro pessimismo dimentichiamo questo valore essenziale: siamo un regalo intratrinitario e le tre Persone si scambiamo meravigliosi regali. Ecco perché il cristiano nel profondo della sua vita, nonostante le angustie storiche, ha l’ebbrezza della vita divina, perché quando avvertiamo nel profondo della nostra esistenza di essere un regalo tra le tre Persone divine, la nostra vita diventa esaltante, non siamo più soli, stiamo diventando un capolavoro, ma soprattutto ci si apre quell’orizzonte di eternità beata come giustamente ci ha detto l’autore dell’Apocalisse: entriamo nel nostro rinnovamento esistenziale.

Ecco perché il cristiano nel cammino della sua storia, nonostante gli imprevisti esistenziali, le povertà storiche, le solitudini, sa di essere nelle mani divine; a me lasciarle agire, per poter edificare quel capolavoro che dall’eternità Dio Padre ha pensato. Quando entriamo nella “rigidità”, in quel momento impediamo alla Trinità di agire e allora, ovviamente, la Trinità deve inventare qualche cosa e renderci plasmabili e nella Trinità riusciamo veramente a realizzare la nostra vita. Ecco perché il cristiano ama il Risorto, brama la comunione divina lasciandosi plasmare dalle meravigliose mani del Padre e del Figlio, nell’energia illuminante e rigeneratrice dello Spirito Santo, per cui quando, in questa settimana potremmo cadere in qualche dubbio, in qualche difficoltà, ripetiamoci la frase di Gesù: “Siamo un regalo del Padre al Figlio” e quando vediamo la nostra esistenza in questo regalo saremo poveri uomini, ma in Dio siamo capolavori!

Ecco perché questa mattina il Signore ci chiama attorno a sé. Cos’è l’Eucaristia?

L’Eucaristia è il Padre che ci regala al Figlio: quando veniamo a messa siamo persone che si sentono regalate dal Padre al Figlio e il Figlio si regala a noi, il Corpo e il Sangue. Ecco perché la bellezza dell’Eucaristia è essere un regalo dove Dio si regala, per cui uscendo di chiesa abbiamo l’ebbrezza di chi segue l’Agnello senza alcun timore, perché nella vita divina il buio è meravigliosamente luminoso! Chiediamo allo Spirito Santo che ci doni questa sapienza, anche solo all’inizio, per poter veramente ritrovare quella speranza che l’uomo cerca, ma che viene solo da Dio, da quel Cristo risorto che ci dà l’ebbrezza della vita.

Tale sia il mistero che vogliamo vivere e condividere per essere uomini di grande speranza.

Dimentichi di noi, affascinati dalla Trinità, nella speranza camminiamo verso il glorioso paradiso.

 

Oggi, qui, Dio ci parla...

Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute.

La bellezza della fede cristiana sta nel vivere nelle mani delle tre Persone divine. Qui gustiamo il sapere di costruire la vita nella saggezza fedele del Padre che ci guida nel cammino quotidiano. Nel tempo respiriamo l’Eterno. 

Padre, nel crearci ci ha collocati nelle mani di Gesù e ci guidi nel travaglio del tempo per farci assaporare la bellezza dell’eterna beatitudine. Lo Spirito Santo opera in noi questi meravigliosi prodigi e infonde in noi tanta gioia. AMEN

10 maggio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.

Il cammino nella fede è una attrazione continua di amore nella persona di Gesù. Ogni frammento della nostra esistenza è una chiamata a vivere alla sua presenza. 

Padre, in Gesù ci chiami a vivere la volontà in obbedienza alla storia quotidiana. In lui ci hai creati e redenti perché fossimo sacramenti del tuo amore. Rendici sempre attenti e docili all’azione del tuo Spirito Santo per diventare specchio luminoso della tua gloria. AMEN

07 maggio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

Credere in Gesù che è la vita ci colloca in un contesto di eternità beata poiché veniamo collocati in una intensa relazione vitale che ci fa gustare la bellezza della gloria del cielo. A questa meta tendiamo continuamente. 

Padre, attiraci ogni giorno nel mistero del tuo Figlio Gesù perché possiamo crescere nel desiderio della tua gloria. Lo Spirito Santo ci guidi in questo itinerario di gloria eterna. AMEN

06 maggio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Io sono il pane della vita. Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete. Mai! 

Nella figura di Gesù l’uomo disseta il desiderio di continua novità di vita e riscopre la gioia di costruire ogni istante nella fecondità dell’amore che non conosce confini. 

Padre, ogni giorno ci regali Gesù perché in lui possiamo dissentirci e riscoprire la bellezza della vita quotidiana. Lo Spirito Santo ci attiri sempre più in questo mistero perché in noi fiorisca sempre più il gusto della ferialità. AMEN

05 maggio 2025

III DOMENICA DI PASQUA - ANNO C -

DOMENICA 4 MAGGIO 2025

At 5,27b-32.40b-41      Ap 5,11-14      Gv 21,1-19       

OMELIA

La bellezza di questa terza apparizione del Risorto ai discepoli la potremmo riscoprire con una semplice affermazione: la Chiesa è il luogo della reale presenza di Cristo. Gesù è apparso nel cenacolo per ben due volte e ha confermato i discepoli sulla sua presenza di risorto, ma questa esperienza della risurrezione è una realtà che avvolge tutta la Chiesa.

Infatti qual è il senso di questa pesca miracolosa, con quel numero misterioso di 153 grossi pesci, se non la convinzione profonda che tutta l'umanità è chiamata a conoscere Gesù?

Non è sufficiente che gli Undici riscoprano il Maestro, tutti gli uomini devono ritrovare la bellezza del Maestro e, in questo, appare la figura misteriosa del discepolo che Gesù amava, questo personaggio veramente misterioso attorno al quale ruota il mistero della Chiesa. Egli appare nel Cenacolo quando reclina il volto sul petto di Gesù e alla croce con Maria e la riceve come madre nella Chiesa e qui, sul lago di Tiberiade, che proclama la presenza del Risorto, ma soprattutto è colui che la Chiesa continuamente accoglie in vista della pienezza della gloria.

Il discepolo che Gesù amava è ogni cristiano.

Infatti una delle osservazioni che dovremmo continuamente riproporre al nostro spirito è la radicale convinzione che ognuno di noi è il discepolo che Gesù amava! Prendere coscienza di questo grande mistero che avvolge tutta la nostra vita. Infatti chi è in profondità il discepolo che Gesù amava se non colui che fa della sua vita una sequela continua del Maestro?

Infatti qualI sono le caratteristiche di questo discepolo?

L'intimità con il Maestro, la testimonianza, colui che vive della persona di Gesù. Ecco il cristiano!

Il cristiano è colui innanzitutto che reclina il capo sul petto di Gesù, è colui che ha l'intimità con il Maestro. Il cristiano non è colui che fa tante cose. Il cristiano è colui che nel cammino della sua vita ordinaria è un innamorato di Gesù e si lascia continuamente attirare nel suo mistero. Siamo gli “amati dal Maestro”. Questa prima verità dovremmo cercare di acquisirla profondamente dentro di noi: siamo gli amati da Gesù. E quando noi partiamo da questa convinzione, che siamo gli amati dal Maestro, è chiaro che noi nella nostra vita il Maestro lo vediamo.

È interessante come i sette che erano a pescare non hanno riconosciuto il Maestro, il discepolo sì, È il Signore! Perché la gioia della nostra vita è costruire ogni frammento della nostra esistenza in un fascino che ci conquista continuamente perché il Signore è il Maestro nella nostra storia. Il discepolo che Gesù amava vive del Risorto. Ecco perché noi abbiamo una profonda esperienza di Gesù, in lui viviamo, con lui camminiamo, per lui facciamo le nostre scelte quotidiane. Senza il Risorto noi non possiamo vivere, e allora perché l'evangelista Giovanni ci ha raccontato questo miracolo della pesca miracolosa, se non per dirci che noi apparteniamo a Cristo, che noi apparteniamo alla Chiesa, che noi siamo la Chiesa e la Chiesa è la comunità di coloro che si riconoscono in Gesù risorto.

Spesse volte noi pensiamo che la Chiesa sia uno stile di comportamento. La Chiesa è l'innamoramento diuturno del Maestro come criterio fondamentale della nostra esistenza. E allora questa Chiesa è il discepolo che Gesù amava e tutto ciò che nella Chiesa si sviluppa è solo un mistero di amore. Ecco allora la figura di Pietro: Mi ami più di costoro? E questo per ben tre volte, perché la bellezza del discepolo è essere continuamente oggetto dell'amore di Gesù. Anzi, se il discepolo che Gesù amava riconosce il Maestro nella storia, Pietro è l’amato che ci guida giorno per giorno verso la pienezza del paradiso attraverso il suo esempio: Seguimi!

La Chiesa vive del Maestro, si lascia amare dal Maestro e lo segue continuamente: è la gioia d’essere Chiesa! Noi tante volte abbiamo una visione di essa molto esteriore, molto giuridica e dimentichiamo la bellezza che la Chiesa è nient'altro che l'essere amati da Gesù, riconoscere in essa il Risorto per camminare con lui giorno per giorno verso la pienezza della gloria. Questa è la bellezza d’essere Chiesa!

Uno degli interrogativi che tante volte noi dovremmo porci è quello se siamo veramente innamorati di Gesù.

Lui è la Chiesa.

Camminando con lui costruiamo un mondo nuovo, entriamo nella speranza che viene dall'alto e possiamo dire che in lui scopriamo la gioia di vivere giorno per giorno. Ecco perché questa mattina noi abbiamo ascoltato la conclusione del Vangelo di Giovanni il quale ci dice che la Chiesa è il Risorto in mezzo a noi.

Viviamo questa bellezza, il Risorto non è una teoria, è una presenza che ci affascina.

Viviamo di lui giorno per giorno, camminiamo nella sua luce, gustiamo continuamente la sua presenza e allora, se nel cammino feriale questo Risorto sarà l'anima della nostra anima, anche noi faremo parte di quei 153 pesci che, nella bellezza del cielo, sono raccolti per contemplare eternamente il volto del Padre. È la grande meta della nostra esistenza: essere di Gesù, dono del Padre, in attesa di gustare quella luminosità eterna che è il paradiso, nella quale ognuno di noi, per grazia, si troverà nel Maestro pieno di gioia, pieno di speranza, in attesa di quel canto glorioso che sarà il canto con tutti i fratelli nella Gerusalemme del cielo.

 

Oggi, qui, Dio ci parla...

Datevi da fare per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà.

La vita cristiana vive del Cristo che rappresenta il cibo quotidiano di un vero credente. La sua persona è la fonte autorevole e autentica di ogni discepolo che in lui riconosce il senso della propria storia. 

Donaci, o Padre, il desiderio di un’intensa esperienza di eternità beata per essere in sintonia con il tuo progetto creativo. In Gesù siamo uomini perfetti e cresciamo nella nostra vera identità. Lo Spirito Santo ci guidi nelle strade del vita per maturare in tale mentalità divino-umana. AMEN

04 maggio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: ”È il Signore!” 

Il mistero della chiesa vive della signoria del Cristo che anima la vita della comunità cristiana. La contemplazione della sua presenza rappresenta la sua anima, e la bellezza della fraternità che la caratterizza vive di questa comune attrazione al volto del Maestro. 

Padre, la gioia di sentirsi chiesa vive della comune contemplazione gustativa della figura del Maestro divino. In lui respiriamo la bellezza della nostra vicenda storica in un intenso clima di trascendenza per poterne gustare il mistero. Lo Spirito Santo ci aiuti a godere di tale grandezza in attesa della pienezza della gloria che ci attende tutti. AMEN

03 maggio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Il valore della nostra esistenza è nel mistero del Padre di cui Gesù ci parla continuamente. Questa tensione verticale anima il nostro quotidiano e ci fa pregustare la bellezza della eternità beata. 

Padre, la nostra esistenza viene da te e in te si realizzerà nella bellezza del paradiso. Questa è l’energia del nostro presente. Gesù orienta a te tutta la nostra vita e ci fa pregustare il gaudio della eterna comunione con te. Lo Spirito Santo ci orienti sempre in questa meta meravigliosa. AMEN

02 maggio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. 

Nell’incontro con Gesù la creatura ne riscopre il cuore aperto e generoso che va al di là di ogni prospettiva semplicemente umana. In lui gustiamo la pienezza della nostra esistenza. 

Padre, tu vieni sempre incontro alle nostre povertà perché nel tuo Figlio Gesù Cristo ci accompagni nel cammino quotidiano e ci ricolmi di quell’amore che va di là di ogni umano desiderio. La potenza creatrice dello Spirito Santo ci renda sempre partecipi di tale pienezza di vita divina. AMEN

01 maggio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Gesù nella sua patria a causa della loro incredulità non fece molti prodigi. 

Il cammino nella fede è gustare un cuore aperto alla storia e ai fratelli. Tutto questo avviene grazie a una feconda comunione con la volontà del Padre, in apertura solidale con i fratelli che abitano il pianeta. 

Padre, nella persona di Gesù intensamente amata scopriamo la via per credere nella contemplazione del tuo volto. Guidaci con la forza dello Spirito Santo nelle tue vie per gustare la tua ineffabile bellezza. AMEN

30 aprile 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

La fecondità della vita di comunione a tutti i livelli genera nuovi e luminosi rapporti esistenziali; nella fraternità nasce un nuovo stile esistenziale dove si cresce come fratelli in una sintonia di cuori. Qui scopriamo la grande bellezza della vita interiore che è veramente esistenza fraterna. 

Padre, nel tuo mistero di amore ci chiami a vivere la comunione che è presente nel tuo rapporto con il Cristo e lo Spirito Santo. Guidaci ogni giorno in tale itinerario spirituale per gustare la vera comunione evangelica. AMEN

29 aprile 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e vi darò ristoro.

Gesù, mite e umile di cuore, sei la speranza di ogni umana creatura. Attirami a te in ogni travaglio quotidiano perché possa camminare nella letizia dello spirito che aleggia sulla mia persona e mi ristora. 

Padre, in te è la sorgente della vita e nel dono del tuo Figlio Gesù mi ricolmi di fiducia e di speranza. Desidero camminare con lui e come lui per diventare il tuo sacramento d’amore. Avvolgimi nel manto dello Spirito Santo perché possa respirare la bellezza della vita quotidiana per diventare speranza per ogni fratello. AMEN