15 giugno 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Quando verrà lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità.

La bellezza della vita di un discepolo si trova nel suo mistero di comunione con il Maestro attraverso la docilità allo Spirito Santo per diventare la vivente obbedienza alla volontà del Padre. La vita divina è comunione in una reciprocità tra le tre Persone divine. 

Padre, Gesù è obbedienza nelle mani tue in una vivente comunione creata dalla dinamica dello Spirito Santo. In te è la vita e la vita è sempre una cammino di un’intensa fraternità. Qui scopriamo la gioia feconda del discepolo di Gesù. Con lui si vive di comunione e si costruisce comunione. AMEN

14 giugno 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Sia il vostro parlare: “Si si;” “No, no”; il più viene dal Maligno. 

Il linguaggio della creatura umana incarna la verità del suo cuore che ama semplicità ed essenzialità per costruire rapporti autentici con ogni fratello. Questo atteggiamento rappresenta la autenticità delle nostre relazioni umane. 

Padre, nel Figlio tuo Gesù Cristo ci educhi a costruire rapporti autentici con ogni fratello che la tua provvidenza ci fa incontrare. Fa che l’azione costante dello Spirito Santo ci educhi a costruire ogni giorno tale sensibilità esistenziale. Allora saremo veramente fratelli e sorelle nel tuo amore. AMEN

13 giugno 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

«Se la tua destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te; ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.»

Tutta la struttura della creatura umana l’aiuta a maturare verso la pienezza della gloria del cielo, quando saremo trasfigurati nel Mistero del Paradiso. Desideriamo entrare in questa pienezza per poter cantare la gioia della Comunione trinitaria quando la Santissima Trinità avvolgerà le nostre persone nella sua gloria.

Lo Spirito Santo guidi ogni giorno il nostro cammino interiore. AMEN

11 giugno 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.»

La libertà del cuore umano s’incarna nella quotidiana esperienza della gratitudine che anima la nostra storia. Il dire GRAZIE esprime la gioia riconoscente che ritraduce la coscienza della bellezza della vita feriale nella fecondità delle relazioni fraterne.

Padre, tutto nella vita è un atto della tua gratuità che incarniamo nella gioiosa gratitudine che dovrebbe qualificare tutto il nostro percorso esistenziale. Lo Spirito Santo ci regali questa sensibilità spirituale per rendere ogni atteggiamento vitale un canto di coraggioso rendimento di grazie. AMEN

10 giugno 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Risplenda la vostra luce davanti agli uomini perché vedano le vostre opere buone e rendano grazie al Padre vostro che è nei cieli. 

La missione che Gesù ha affidato ai suoi discepoli è quella di dire con lo stile quotidiano della vita la sua centralità nel cammino quotidiano. Questo atteggiamento rivela la libertà del cuore e l’orientamento verso la lode del Padre. 

Padre, tu costruisci in noi i capolavori del tuo amore perché ogni umana creatura nel vedere lo stile del nostro quotidiano sappia cantare la bellezza del tuo amore per l’uomo. Lo Spirito Santo porti sempre avanti tale meraviglioso progetto per render la vita un inno al tuo amore. AMEN

08 giugno 2025

DOMENICA DI PENTECOSTE - SOLENNITÀ - ANNO C

DOMENICA 8 GIUGNO 2025

At 2,1-1      Rm 8,8-17               Gv 14,15-16.23b-26

OMELIA

Il cristiano nel mistero del Maestro divino è un uomo che sempre più è attratto nel mistero della gloria.

Il grande evento dell’ascensione di Gesù al cielo ci ha ricondotti a coniugare continuamente nella nostra vita la tensione verso la pienezza della gloria e la consapevolezza che il Signore è presente in mezzo a noi.

Di fronte a questo orizzonte che si staglia dinanzi a noi, la solennità odierna della Pentecoste ci aiuta ulteriormente a vivere queste due certezze: che siamo orientati verso l’alto e abbiamo il gusto di una divina Presenza. Il dono dello Spirito, infatti, è un dono nel quale la persona di Gesù risulta sempre più viva, vivace e feconda perché lo Spirito Santo ogni giorno ci dà il nostro grande consolatore: il Cristo, per cui, tutta la nostra vita è guidata in modo sinergetico dal Cristo e dallo Spirito Santo; insieme essi operano dentro di noi.

In questa azione, nella parola che Gesù questa mattina ci ha regalato, scopriamo tre verbi che ci aiutano a percepire questo agire simultaneo del Cristo e dello Spirito Santo:

-     lo Spirito Santo abita in noi,

-     lo Spirito Santo ci insegna la verità, il mistero della comunione tra il Padre e il Figlio,

-     lo Spirito Santo ci ricorda continuamente il volto di Gesù.

Innanzitutto questa azione dentro di noi si dilata perché lo Spirito Santo abita in noi. È quella meravigliosa visione che ci ha offerto l’apostolo Paolo nella seconda lettura. In essa l’Apostolo ci dice che in noi abita lo Spirito di Cristo, quello Spirito che ci dà fin da adesso l’esperienza della risurrezione.

Lo Spirito Santo è la gioia di vivere nel visibile l’affascinante esperienza dell’invisibile.

Ecco perché lo Spirito Santo è l’anima della nostra anima, il suo abitare in noi diventa il criterio vitale che ci permette di intravedere questa divina presenza del Maestro divino, Cristo Gesù. Anzi, lo Spirito Santo opera in noi come ha operato in Gesù e quindi la nostra esistenza, abitata dallo Spirito Santo, è continuamente diretta da questo meraviglioso personaggio che è la terza Persona della Santissima Trinità, per godere una Presenza e per crescere in tensione per giungere a quella identificazione con il Maestro che è il senso della nostra vita.

Con le nostre forze non vi arriveremmo mai, ma la creatività dello Spirito ci rende capolavori continui dell’azione divina. Ecco il primo elemento che possiamo cogliere dalla parola di questa mattina: questo Spirito che abita e che ci fa fare l’esperienza del Cristo.

Ma questa Presenza è dinamica, lo Spirito ci insegna ogni cosa, ci introduce lentamente e progressivamente nella identificazione con Gesù.

Infatti il conoscere è niente altro che lo sviluppo trasfigurante di una intimità; lo Spirito Santo è un “propellente interiore” che continuamente ci dà l’energia per essere attratti nella persona di Gesù per cui, lo Spirito Santo, lentamente ci identifica con Gesù Cristo. Egli purifica il nostro cuore, ci toglie i desideri che non appartengono a Dio, ci infiamma di ciò che vale e ci introduce in questa esperienza che è la conoscenza di Gesù.

Quindi noi vediamo realizzato il principio della preghiera sacerdotale: “Questa è la vita eterna, che conoscano te e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo”. Allora questa abitazione dello Spirito diventa il luogo nel quale noi progressivamente “conosciamo”: è quella conoscenza del cuore che nessuna intelligenza umana riesce ad afferrare!

E perché questo Signore possa essere continuamente presente nella nostra vita, l’ultimo verbo: ricorda.

Chi è lo Spirito Santo?

Nel testo ascoltato per ben due volte si usa l’espressione: “Paraclito”: lo Spirito Santo è l’avvocato di Gesù, è colui che continuamente rivendica in noi la signoria di Cristo.

Lo Spirito Santo ci impedisce di dimenticare Gesù per cui, in certo qual modo, lo Spirito Santo è il “tormento” di Dio perché davanti allo sguardo del cuore ci sia sempre la figura del Maestro. Il dramma dell’uomo è dimenticare lo Spirito Santo che vuol continuamente elaborare in noi la presenza del Signore, introducendoci nel suo mistero di comunione con il Padre, ci pone davanti sempre allo sguardo del cuore la figura di Gesù.

Il cristiano pertanto è colui che davanti all’occhio ha sempre il Signore come la persona sommamente amata, perché da lui siamo sommamente amati.

Penso che la festa di oggi, la festa di Pentecoste, sia una festa che imprime particolare vivacità nella nostra esistenza. Lo Spirito ci abita, lo Spirito ci trasfigura, lo Spirito ci ricorda l’ineffabilità di Gesù.

Se coglieremo tutta questa ricchezza potremo veramente camminare in quella novità di vita che è la speranza della nostra storia.

La Pentecoste è una realtà che noi celebriamo ogni giorno. Ogni Eucaristia è una Pentecoste perché ogni Eucaristia è il Cristo e lo Spirito Santo che vengono ad abitare in mezzo a noi, che vengono ad abitare in noi: il Corpo e il Sangue di Cristo con i fiumi dello Spirito Santo.

Nel momento in cui facciamo la comunione e quindi il Cristo nello Spirito o lo Spirito nel Cristo vengono ad abitare in noi, in quel momento, incominciamo a conoscere.

Lo Spirito Santo ci introduce nella persona eucaristica di Gesù, ci dà il fascino di questa presenza e in quel mistero unitivo di amore, dall’Eucaristia, nasce l’intensa percezione: il Signore è davanti a me, il Signore è nella mente, è nel cuore, soprattutto è sulle labbra, perché lo Spirito Santo ci dà il tormento gioioso ed eucaristico di vivere solo del Signore.

Se entreremo in questo fascino la nostra vita sarà molto luminosa anche nell’oscurità del presente, perché la luminosità del cuore nessuno ce la può strappare.

Camminando in questa visione, lentamente possiamo procedere verso quella pienezza di gloria che sarà la grande Pentecoste quando in paradiso saremo trasfigurati e abiteremo nello Spirito, lo Spirito ci farà camminare per tutta l’eternità nella conoscenza ineffabile del Maestro, perché lo Spirito Santo in noi ci dirà: “Ecco l’Agnello nel quale la tua vita è realizzata!”

Tale sia il mistero glorioso che ci portiamo a casa questa mattina per rendere la Pentecoste anima della nostra anima.

 

Oggi, qui, Dio ci parla...

Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa.

Nel cammino della fede occorre essere presi per mano per accedere al mondo divino. Tale atteggiamento appartiene a un vero credente dove lo Spirito ci introduce nella santità di Dio e ci offre la bellezza del cammino credente. Nella docilità divina ci accostiamo al Mistero. 

Padre, avvolgi le nostre persone nella creatività dello Spirito Santo perché possiamo rendere la nostra esistenza una vivente imitazione del Maestro divino. AMEN 

 

07 giugno 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi.

La dinamica della vita di ogni discepolo di Gesù si costruisce imitandolo continuamente per assumere profondamente la sua personalità. L’atteggiamento del seguirlo è vivere la sacramentale esperienza di Gesù che trasfigura chi lo segue nella fede. La vita sacramentale è una vivente imitazione del Maestro divino che ci trasfigura. 

Padre, Gesù ci chiama ogni giorno a seguirlo per trasformare la nostra esistenza nella sua storia personale. Lo Spirito Santo ci rigenera ogni giorno nella vocazione a essere il suo sacramento vivente per il bene di ogni fratello. AMEN

06 giugno 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Mi ami più di costoro? …Pasci i miei agnelli.

Il mistero della Chiesa è sacramento dell’amore trinitario per l’intera umanità. Ogni uomo in Gesù si sente intensamente amato e costruisce la propria esistenza partecipando all’amore trinitario con un profondo senso di gratitudine. Viviamo il quotidiano come un grazie continuo. 

Padre, nella vita della comunità cristiana incarni la grandezza inesauribile del tuo amore per ogni uomo infondendo nel suo cuore la speranza. Aiutaci a contemplare nello Spirito Santo il tuo Figlio Gesù per generare nel cuore di ogni creatura umana un profondo senso di inesauribile fiducia nei confronti della vita. AMEN

05 giugno 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro.

Conoscere il volto di Dio Padre rappresenta l’aspirazione più grande nel cuore umano perché possiamo gustare la grandezza inesauribile della vera vita credente. La gioia d’essere immersi nel Mistero divino rappresenta la nostra aspirazione più grande perché ci fa assaporare la bellezza trinitaria. 

Padre, rendici sempre più discepoli di Gesù per poter contemplare il tuo volto luminoso e gustare la grandezza incommensurabile della tua persona. In te l’anima respira e si lascia trasfigurare nel Mistero trinitario. Lo Spirito Santo operi nelle nostre persone per poterci trasfigurare nella tua meravigliosa bellezza. AMEN

04 giugno 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quelli che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.

La comunione rappresenta la grande aspirazione di ogni cuore credente che si sente chiamato a vivere la Fonte stessa della vita che è il mistero trinitario. Dove c’è fratellanza, lì vive in modo autentico il dono divino dell’esistenza. 

Padre, la tua comunione divina è il valore del dono dell’esistenza a cui siamo chiamati a tendere nello Spirito Santo come ci ha insegnato continuamente Gesù attraverso il Vangelo. AMEN

03 giugno 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.

La bellezza della vita di fede sta nel gustare la comunione con il Padre e con il Figlio Gesù nello Spirito Santo. Tale esperienza è una pregustazione della gioiosa e luminosa liturgia del cielo che ci accoglierà al termine del frammento storico che il quotidiano ci offre. 

Padre, riempi il nostro cuore dell’attesa dell’incontro finale nella gloria del paradiso, quando per sempre canteremo la gioia di appartenere al tuo amore. AMEN

02 giugno 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!

Impariamo a leggere la storia quotidiana con l’occhio di Gesù e cresceremo nella speranza perché egli è sempre con noi e vive in noi. Il cuore del Maestro palpita in noi e viviamo nella speranza che non delude.

Padre, aiutaci a comprendere che ci hai regalati a Gesù perché costruiamo nello Spirito Santo il tuo mistero di amore vivendo con coraggio il quotidiano. Vieni in aiuto della nostra povertà perché sappiamo vivere nella piena docilità al tuo volere meraviglioso. AMEN

01 giugno 2025

ASCENSIONE DEL SIGNORE - ANNO C -

DOMENICA 1 GIUGNO 2025

At 1,1-11      Eb 9,24-28;10,19-23      Lc 24,46-53

OMELIA

Il Signore in queste domeniche ci ha posto dinnanzi alcune profonde esigenze poiché fare l'esperienza del Risorto è rinnovare radicalmente la nostra interiorità godendo del cuore e della mente del Signore.

Di fronte a queste grandi esigenze l'uomo si riscopre sempre più povero; quanto più l'uomo entra nella profondità del mistero, tanto più percepisce quanto sia per lui arduo camminare nella mentalità del Maestro. La festa di oggi diventa la celebrazione della nostra speranza, infatti, potremmo definire la festa dell'ascensione di Gesù nel cielo come il gaudio di una comunità che gode la reale presenza di Cristo nel tempo e nello spazio.

Davanti al mistero dell'ascensione noi possiamo essere tentati di pensare che il Signore, salendo al cielo, sia "lassù", ma se entriamo nella profondità dell'evento, così come l'evangelista Luca ce lo ha descritto, avvertiamo un altro orizzonte: Gesù non è salito semplicemente in cielo, Gesù è rimasto gloriosamente in mezzo a noi.

La bellezza del mistero dell'ascensione è il gusto della presenza personale, attiva e relazionale del Signore nella nostra esistenza.

Se il Signore fosse andato lassù e lassù fosse tuttora, come potremmo godere della sua presenza?

Gesù ha detto: "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dei tempi".

La bellezza della nostra vita è che ogni giorno il Signore è talmente presente in mezzo a noi da costruire ogni nostro istante come una meravigliosa relazione con lui. Questo noi lo avvertiamo dal modo con il quale l'evangelista Luca ci parla, questa mattina, dell'avvenimento dell'ascensione di Gesù. Sicuramente un particolare ci aiuta a entrare in questa visione: se dovessimo leggere con categorie umane il racconto dell'ascensione ci troveremmo in un grande disagio: come è comprensibile quella gioia dei discepoli quando Gesù se ne va?

Come è possibile che ritornino nel tempio lodando Dio?

Quando entriamo nella storia dei discepoli ci accorgiamo come essi abbiano vissuto una profonda intimità con il Maestro. In quei tre anni essi hanno goduto della sua fiducia, hanno accolto il mistero della sua persona e Gesù ha riversato nei loro cuori il mistero divino. Come possono essere nella gioia quando la persona sommamente amata se ne va?

L'Evangelista ci dice che Gesù non ci ha lasciati. Siamo nella gioia perché in ogni frammento della nostra vita viviamo una meravigliosa intensità con il Maestro: non siamo mai soli. Ecco la prima sfumatura che l'evangelista Luca ci offre: in quel salire, Gesù, scompare dalla visibilità degli occhi e diventa visibile nel gusto della fede.

L'Evangelista, per aiutarci meglio ad avvertire questa ricchezza nel momento in cui descrive l'atto dell'ascensione di Gesù, ci dà la sicurezza che la nostra vita è sempre accompagnata da Gesù, infatti dice: "alzate le mani li benedisse. Mentre li benediceva si staccò da loro".

Cosa sono questi due gesti: alzate le mani - li benedisse?

In queste parole c'è il mistero di Gesù che rimane in mezzo a noi, in quel "alzate le mani" scopriamo l'intensità del rapporto tra Gesù e il Padre e, poiché il Padre ci ha regalato al Figlio, il Figlio che vive intensamente il rapporto con il Padre, nel gesto d'alzare gli occhi ci benedice, impone le mani sui discepoli e, in questo, c'è il passaggio di personalità.

Gesù mentre benedice sale perché, mentre benedice, si regala i suoi discepoli. Gesù, nel momento in cui ci sta lasciando, ci dice: "Io sono con voi, il rapporto meraviglioso che ho con il Padre - e che si ritraduce nella mia preghiera - viene riversato su di voi, vi riempio della mia presenza”.

Ecco perché i discepoli lo adorarono, perché in quel momento hanno gustato l'invadenza di Gesù nella loro esistenza sperimentando nella loro persona il mistero di Gesù.

Poiché la nostra vita è invasa da questa presenza personale, attiva e relazionale, la nostra vita è il Signore che continua a camminare con noi. Qualunque esigenza Gesù ci possa rivelare, sono esigenze che lui sta operando dentro di noi; in certo qual modo l'esigenza del Vangelo è la gioia di Gesù di poter vivere in noi, con noi e attraverso noi il mistero della sua persona.

Ecco perché oggi siamo nella gioia come discepoli, perché Gesù non ci ha lasciati. Gesù è profondamente radicato nella nostra esistenza e noi, in lui, godiamo di una ineffabile presenza. Ogni volta che ci troviamo in qualsiasi oscurità, ogni volta che ci troviamo anche zoppicanti, paurosi nella nostra storia, ricordiamoci che lui è con noi, in noi e opera per noi con una grande conseguenza per le nostre storie.

Ogni volta che, nella semplicità della nostra vita, ci relazioniamo, condividiamo questa meravigliosa presenza del Signore. È affascinante volerci bene perché è meraviglioso regalarci la presenza del Risorto.

Entriamo in quest'esperienza, abbiamo questa gioia che il Signore è veramente in noi, con noi e per noi in modo che il Vangelo sia il gusto della sua presenza meravigliosa.

Il cristiano è, anche nelle tribolazioni, nella gioia della presenza del Maestro: ecco perché questa mattina ci ritroviamo nell'Eucaristia! Il Signore ci sta benedicendo. Attraverso quel pane col vino riversa su di noi la sua personalità in modo da essere uomini gioiosi della gioia che è la sua persona in noi.

Ogni volta che ci accostiamo all'Eucarestia siamo in questa ineffabilità divina e questo ci dà forza, speranza, ci fa dire che non siamo soli, perché in lui, oggi, godiamo la storia e con lui, oggi, camminiamo verso l'eternità beata.

 

Oggi, qui, Dio ci parla...

Mentre li benediceva, si staccò e veniva portato su in cielo… poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia.

Il mistero dell’assunzione biblica di Gesù è motivo di gioia per i discepoli perché il Maestro non si allontanava da loro, in modo misterioso ma reale rimaneva con loro sacramentalmente e li allietava con la sua presenza teologale. 

Padre, a te chiami Gesù ma non lo allontani dalla nostra storia quotidiana. Egli è realmente presente nella nostra ferialità per condurci a contemplare la tua gloria in paradiso. Lo Spirito Santo ci guidi in questa quotidiana mirabile esperienza. AMEN