27 gennaio 2025

Oggi, qu, Dio ci parla...

Se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può restare in piedi.

La bellezza della nostra vita si costruisce nella esperienza della comunione fraterna che si fonda su grandi ideali spirituali, pur nel nascondimento quotidiano. Dove c’è comunione nel cuore si canta la grandezza del dono della storia feriale. 

Padre, rafforza nel nostro cuore la gioia del dono della vita di tutti giorni come ha fatto Gesù per potere dare speranza a tutti. Lo Spirito Santo ci rigeneri sempre nel perseguire tale meraviglioso ideale di grande fratellanza. AMEN

26 gennaio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi ave ascoltato.

La bellezza della fede sta nel cuore del credente che dà ospitalità alla presenza di Gesù che si rivela al suo spirito. Gustiamo sempre questa meravigliosa presenza che illumina e riscalda le nostre persone. 

Padre, attraverso la ricchezza della sua persona il Risorto viene ad abitare in noi e ci dona la sua serenità evangelica. Lo Spirito Santo ci guidi sempre in questo nostro cammino. AMEN

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C

DOMENICA 26 GENNAIO 2025

Ne 8,2-4.5-6.8-10      1Cor 12,12-30      Lc 1,1-4; 4,14-21

OMELIA

I discepoli seguendo il Maestro ne guardano la continua fecondità e ne contemplano la gloria.

È il messaggio che Gesù ci regalava domenica scorsa con la conseguenza che in questo contesto di miracolo Gesù ci ha regalato l’inizio dei tempi messianici.

Con la sua persona incominciano i tempi nuovi, ma questi tempi nuovi noi li possiamo continuamente accogliere e assumere entrando nel metodo con il quale Dio vuole ricolmarci dei suoi beni.

Il metodo che la rivelazione cristiana continuamente mette in luce è il metodo di Dio che dialoga con l’uomo.

Mentre l’uomo religioso è facilmente portato a offrire qualcosa a Dio, l’uomo credente si pone in ascolto di Dio.

Ecco perché l’evangelista Luca dà inizio alla vita pubblica e apostolica di Gesù attraverso l’incontro nella sinagoga di Nazareth dove, dalla lettura del profeta Isaia, fiorisce quell’espressione chiara per chiunque voglia essere cristiano: “Oggi queste Scritture si sono adempiute” perché l’evento della sinagoga è l’evento del Dio che parla.

Nella esperienza ebraica noi sappiamo cosa fosse la sinagoga (e lo sia tuttora) per chiunque voglia essere un ebreo autentico, ma non perché vi si legge un libro, ma perché in quel momento Dio parla, poiché, la grande esperienza all’interno della storia di Israele è che Dio continuamente rivela il suo volto parlando.

Nella visione dell’Antico Testamento Dio ha liberato il suo popolo, lo ha ricolmato delle sue meraviglie perché il suo popolo fosse “attento” e “ascoltasse la sua voce”.

È la bellezza di tutta la Rivelazione che cogliamo nell’Antico Testamento per cui, il pio ebreo, continuamente risentiva l’espressione del libro del Deuteronomio: “Ascolta Israele e osserva”.

In questo sfondo il pio ebreo andando alla sinagoga e intendendo le Scritture ascoltava Dio che gli parlava ed era avvolto dalla gloria del Signore. Quello che per il pio ebreo avveniva nella sinagoga, avviene nella Chiesa.

La Chiesa è il luogo in cui Dio parla.

La bellezza dell’esperienza della fede è questa affascinante avventura di Dio che entra nella storia dell’uomo e gli parla.

La grandezza del cristiano è vedere le meraviglie del Signore, lasciarsi da essa affascinare per ascoltare con cuore ricco di stupore il Dio che parla.

Perché questa mattina siamo venuti qui, in questa chiesa, che è il compimento della sinagoga se non con l’unico desiderio che Dio ci possa parlare?

Noi sappiamo quanto la parola sia essenziale per l’uomo, perché la parola è niente altro che la comunicazione dell’io che si regala al tu, per cui, entrando in questa chiesa è l’io di Dio che si regala a noi attraverso le divine Scritture.

In questo momento, in cui noi siamo attorno alla Parola, stiamo contemplando il Risorto che oggi - in questo momento - ci dice: “Le Scritture si sono compiute”. Allora, in questo momento, ci accorgiamo che non stiamo ascoltando delle parole che la Tradizione ci ha regalato, ma stiamo ascoltando la Parola di cui abbiamo sete!

In questo momento non stiamo leggendo un libro, ma stiamo accogliendo una Persona che vuole entrare dentro di noi; noi stiamo illuminando le nostre menti, ma stiamo riscaldando il cuore perché divenga il criterio dei nostri passi.

Ecco perché il Signore, questa mattina, per poterci ricolmare dei suoi benefici e della sua abbondanza ci parla. Quando noi sentiamo parlare la persona profondamente amata non siamo più nella solitudine.

Quella Parola, al di là di quello che può concretamente dire, è una relazione!

Parlarsi qualche volta è più importante che quello che ci si dice, perché si realizza quella relazione che è la bellezza della vita.

Il cristiano è un consolato perché Dio gli parla e in queste parole c’è tutta la grandezza di Dio che ci viene regalata.

Come sarebbe bello se noi ogni domenica venendo a questa messa potessimo veramente entrare in chiesa dicendo: “Qual è, Signore, la tua novità per me, oggi?”

Accedere alla chiesa con la sete. Dio mi sta parlando…e la Parola di Dio è una parola sempre nuova.

In questo il cristiano ha uno stile di vita che non nasce dall’offrire tante cose, ma dall’avere il gusto di un Dio che entra, penetra, illumina, riscalda il cuore.

In Gesù, presente in mezzo a noi, c’è l’unica parola che dirige i nostri passi. Dovremmo nelle scelte quotidiane della vita dire a noi stessi: così ho agito perché così mi ha detto il Signore!

Allora ci accorgeremmo che le nostre azioni sono il Signore che entrando in noi ci ha talmente affascinato, ci ha talmente presi, che noi facciamo quello che Lui, in noi, continuamente ci suggerisce. In tal modo le nostre azioni sono le sue, la sua Parola incarnata nel nostro agire.

In questo intuiamo quanto il cristiano goda della sua originalità perché Dio gli parla.

Qual è il dramma dell’uomo? Che nessuno gli rivolga una parola e quando l’uomo non ha una parola che lo raggiunga si sente drammaticamente solo.

Ora, il cristiano, non è mai solo, Dio gli parla, e allora – lo ripeto – la nostra esistenza è una esistenza veramente consolata!

Nelle nostre solitudini, Dio ci parla: in chiesa, in modo particolare, nella storia quotidiana, in modo ordinario.

Entrando in questa esperienza noi intuiamo come Gesù ogni giorno ci dice mentre lo fissiamo col cuore: “Oggi la mia fedeltà si compie: IO SONO presente, Parola vivente nella tua vita” e noi diremo: sulla tua parola Signore, lancio le reti e affronto la vita!

Ora, tutto questo si sta realizzando…

Cos’è l’Eucaristia se non il Signore che ci parla, non più semplicemente con delle parole, ma con delle parole che diventano Corpo e Sangue?

Nel momento in cui faremo la comunione, la Parola diventerà la nostra consolazione perché per le nostre persone il suo mistero sarà entrato, ci avrà rifatti, potremo gustare la vita e camminare da consolati perché la Parola fatta carne è dentro di noi.

Viviamo così questa Eucaristia in modo che, anche nelle solitudini della settimana, possiamo dire: domenica il Signore mi ha consolato.

Vivendo questa entusiastica esperienza interiore, pur nelle lacrime sofferte nel quotidiano, avremo il gaudio interiore: il Signore è con me, mia consolazione, sono un consolato che cammina nel tempo in attesa di quella consolazione eterna che sarà il Paradiso!

25 gennaio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato.

In questa affermazione evangelica troviamo l’intero cammino interiore di ogni discepolo di Gesù, ma anche di ogni uomo. Viviamo nella fede la esperienza interiore del Maestro, diventiamo la sua personalità e veniamo introdotti nella liturgia celeste. 

Padre, il desiderio della contemplazione del tuo volto rappresenta il senso della nostra esistenza, trasforma le nostre persone nel mistero di Gesù perché possiamo accedere alla pienezza della vita eterna nella creatività dello Spirito Santo. AMEN

24 gennaio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui.

La vocazione a essere apostoli scaturisce dallo stile contemplativo di Gesù che nel dialogo con il Padre ne accoglie le illuminazioni e fa le sue scelte. Essi sono sacramenti della sua presenza nel tempo della chiesa in cammino nel tempo. 

Padre, nella persona di Gesù chiami tutti gli uomini perché possano gustare la luminosità della comunione nel tuo mistero di Amore. Lo Spirito Santo ci orienti in questo percorso di vita per essere e diventare suoi discepoli autentici. AMEN

23 gennaio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Una grande folla, sentendo quello che faceva, andò da lui.

La fecondità della fede vive del fascino che la persona di Gesù genera nel cuore della creatura umana. In tale caso la scelta spirituale è determinante perché qualifica il profondo della persona. 

Padre, il dono di Gesù qualifica le nostre persone e ci offre la bellezza feconda della fede che ci apre alla speranza. Questa è la bellezza della nostra anima. AMEN

22 gennaio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Tendi la mano! Egli la tese e la mano fu guarita.

La fede vive di Gesù che opera nel cuore dell’uomo e gli offre la fecondità della speranza che apre orizzonti di salvezza. 

Padre, nel tuo Figlio Gesù la creatura gusta sempre la speranza. A te nulla è impossibile. Rendi la nostra vita docile all’azione dello Spirito Santo. Nella fede siamo un miracolo vivente.  AMEN

21 gennaio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Il Figlio dell’uomo è Signore anche del sabato.

L’uomo è al centro dei pensieri divini, il suo vero bene è nel suo cuore e il precetto del sabato risponde alle sue esigenze storiche. L’uomo deve riposare per poter essere se stesso. 

Padre, nell’insegnare all’uomo il riposo gli indichi la strada per essere se stesso nella quotidianità. Egli è chiamato a essere il vivente imitatore del Cristo nelle scelte di tutti i giorni. Lo Spirito Santo lo guidi in questo cammino. AMEN

19 gennaio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. 

L’attività di Gesù rivela il mistero della sua persona e affascina i discepoli che vivono della sua personalità. Qui scopriamo la fecondità della fede che vive della figura del Maestro. 

Padre, nella personalità di Gesù si costruisce l’insieme delle scelte dei discepoli che si lasciano catturare dalla bellezza del Risorto che li illumina e li attira. Lo Spirito Santo li guida e li trasfigura perché ne condivida la personalità. AMEN

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C

DOMENICA 19 GENNAIO 2025

Is 62,1-5      1 Cor 12,4-11      Gv 2,1-12

OMELIA

Il discepolo, nel cammino della propria storia, si sente persona sommamente amata da Dio.

Chiunque segua il Maestro fà questa continua esperienza: Dio, in modo inesauribile e ineffabile, rivela la sua benevolenza nei confronti di ogni creatura.

Ma questa grande esperienza deve diventare intimità divina.

La bellezza d'essere discepoli è fare l'esperienza dell’intimità con Dio dove, la creatura, viene radicalmente trasformata. È quello che Gesù questa mattina ci potrebbe voler dire attraverso il luminoso testo della profeta Isaia e la sua realizzazione nel matrimonio a Cana di Galilea. L'uomo, nel momento in cui gode di entrare nella rapporto con Dio, ne brama l'identità, l'identificazione, l'assimilazione per poter veramente godere della gioia di Dio.

E qual è la parola attorno alla quale noi possiamo scoprire il come entrare nell'intimità divina nella quale ognuno di noi è profondamente realizzato?

La parola attorno alla quale ruota il racconto delle nozze di Cana è la parola: obbedienza.

L’intimità di Dio la gode l'uomo che vive in stato di obbedienza.

L'obbedienza di Gesù in atto, dove Gesù - nel concetto o nell'esperienza dell'ora - dice chiaramente che la sua esistenza è tutto un cammino di obbedienza.

“Donna, non è giunta la mia ora… Non è giunto il momento in cui devo evidenziare che la mia storia è tutta nelle mani del Padre”.

Non per niente l'episodio di Cana di Galilea ha luogo tre giorni dopo l'incontro che Gesù ha avuto con Natanaele e nel quale Gesù ha detto: “Vedrai cose più grandi di queste!”.

Gesù esprime la propria identità entrando nell'ora del Padre e, in questo, Gesù ci dice che obbedire è il linguaggio di una comunione.

L'obbedire è l'espressione della persona che ha il desiderio unico di compiere le opere del Padre. L'obbedire è la gioia di una comunione.

È il motivo per il quale nei Comandamenti si dice che occorre “onorare il padre e la madre” dove, quel onorare il padre e la madre è niente altro che la riconoscenza che il figlio ha, nei confronti di chi gli dona la vita.

Obbedire è una comunione ricca di riconoscenza.

Secondo personaggio: la Madonna. É molto interessante vedere come nel Vangelo di Giovanni la Madonna è vista in solo due episodi. Questo, di Cana di Galilea, e ai i piedi della croce dove, dice l'evangelista Giovanni, Maria era in piedi, cioè era in una situazione di attrazione, nel mistero del figlio. Maria, nel momento nel quale pone la domanda a Gesù - non hanno più vino, che facciamo? - si è lasciata condurre, nell'ora del Padre. La bellezza di Maria è la sua obbedienza al Figlio e nel Figlio l'obbedienza al Padre.

L'uomo quando impara veramente a obbedire, nello stile di Gesù, ritrova la semplicità del chiedere. L'uomo che vive l'intimità, in semplicità, chiede, perché la sua esistenza è un'esistenza di comunione.

Il terzo personaggio sono i servi, i quali obbediscono. Poiché essi ascoltano, attraverso Maria, il comando di Gesù, obbediscono e allora nasce il miracolo, perché l'obbedienza è il luogo della fecondità divina.

Se guardiamo il racconto del brano evangelico ci siamo accorti che Gesù non ha posto nessun gesto.

Noi in genere, davanti ai miracoli, siamo sempre di fronte a una gestualità di Gesù. Nel brano che abbiamo ascoltato il criterio non è nessuna gestualità, ma una parola che diventa obbedienza, perché l'obbedienza è una comunione ricca di gratitudine che diventa feconda, è l'intimità alla quale il Signore chiama tutti i suoi discepoli perché possano veramente scoprire la bellezza della loro esistenza.

L'uomo quando è veramente sé stesso? Quando riesce veramente a gustare la vita, quando l'uomo può entrare nella convinzione dell’intimità divina, se non quando - sull'esempio di Gesù - pone la sua vita come obbedienza, come ascolto amoroso ricco di riconoscenza dove, questo ascolto, nell'attività concreta diventa riconoscenza!

L'obbedienza è la gioia di dire sempre grazie!

E quando l'uomo entra in questa esperienza interiore ha la fecondità di Dio.

L’uomo obbediente è l'uomo della creazione, in Gesù Cristo, per dare fecondità alla storia di tutti i giorni. E allora ci accorgiamo che le profondità della vita si scoprono attraverso l'obbedienza alla realtà quotidiana, agli avvenimenti di cui la vita ci circonda, alle persone che ci accompagnano nella vita, a quel Dio ineffabile che ci fa respirare regalandoci la sua meravigliosa comunione.

E allora, se noi dovessimo gustare l'evento di cui la parola di Dio oggi ci parla noi dovremmo dire: la vita è molto semplice e, fin dal mattino, con cuore amoroso e ricco di riconoscenza dire sì alla vita.

Allora, in quel momento, respiriamo la comunione con il Divino, maturiamo nella vera libertà, abbiamo la fecondità divina dell'istante che stiamo costruendo.

Ora davanti a questa grande esperienza a cui noi siamo chiamati, val la pena, nella nostra esistenza dire sempre sì, in ogni momento dire: è giunta la mia ora, l'oggi di quel Padre in cui c'è la bellezza feconda dell'amore di Dio.

E tale verità il Signore ce la sta veramente regalando. L'Eucaristia non è quel vino messianico nel quale noi veniamo inebriarti della potenza di Dio?

Se guardiamo attentamente, l'Eucaristia è una cosa sola: vivere l'ora di Gesù, vivere l'ora del Padre nell’obbedienza del Figlio. Quando tra poco faremo la comunione mangeremo con gratitudine l'obbedienza di Gesù.

E allora entrando in questa profonda realtà ci accorgeremo che Dio è “SÌ’” fin dal mattino e gustare la storia come l'ora del Padre, e allora alla sera, al di là di come la giornata potrà essere andata, avremo questa meravigliosa esperienza: oggi, pur nella mia povertà, sono stato la fecondità divina e perciò l'anima mia magnifica il Signore perché ha fatto in me cose grandi.

È la libertà dell'uomo che, nell'obbedienza ricca di gratitudine, in ogni frammento si consegna a Dio.

 

18 gennaio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

La presenza di Gesù nella storia è sorgente di speranza per ogni uomo che nel perdono del Maestro riscopre la bellezza quotidiana della propria esistenza. La sua presenza nella vicenda storica fa nuova ogni persona attraverso la costante creatività dello Spirito Santo. 

Padre, la figura di Gesù nel tempo della Chiesa, dà alla luce un mondo nuovo dove viene continuamente seminata la speranza. Facci innamorare del suo mistero per sentire quella esperienza creativa dello Spirito Santo che ci proietta nella luce senza tramonto. AMEN

17 gennaio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Figlio, ti sono perdonati i peccati 

Una delle più feconde esperienze spirituali è il perdono dei peccati che porta la persona a vivere in comunione con Dio e con i fratelli. La gioia dell'amare sta nel regalare sempre e a tutti il dono di perdono.

Padre, nel mistero di Gesù gustiamo il perdono dei peccati che rende la persona profondamente rinnovata nella potenza creatrice dello Spirito Santo. 

La luce dello Spirito sia il nostro conforto. AMEN

16 gennaio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Gesù rimaneva fuori città, in luoghi deserti e venivano a lui da ogni parte. 

La bellezza della fede si incarna in un processo di attrazione che trasfigura la persona che è in ricerca del senso della propria esistenza. 

Padre, la persona di Gesù genera fascino nei puri di cuore che sono alla ricerca del significato della propria esistenza. In lui gustano la bellezza della storia quotidiana. Lo Spirito Santo illumina e guida il cammino fino al raggiungimento della meta della vita. AMEN

15 gennaio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti. 

Gesù è la speranza della umana creatura che nella propria povertà diventa una intensa supplica. Contemplare Gesù vuol dire crescere nella novità quotidiana per costruire un mondo nuovo. 

Padre, nel dono di Gesù ricolmi di speranza il cuore di ogni uomo perché possa orientare nella fiducia ogni istante della propria avventura quotidiana. Lo Spirito Santo ci sostenga in questo cammino. AMEN

14 gennaio 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Gesù insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 

La vita rappresenta il vero insegnamento da consegnare ai fratelli attraverso lo stile della ferialità.

Padre, in Gesù ci inviti a costruire la nostra esistenza amando la storia di tutti i giorni. Qui tu riveli il tuo amore per l’uomo attraverso la potenza dello Spirito Santo. AMEN