30 novembre 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono

I grandi ideali attirano e portano a scelte radicali che rendono il cuore veramente libero. 

Padre, il volto di Gesù attira l’uomo e lo conduce a metterlo al centro della propria esistenza. AMEN

29 novembre 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 

La parola di Gesù è un sacramento che orienta tutto il percorso della nostra esistenza. Chi sa ascoltare nel silenzio del cuore adorante avverte l’intensa creatività divina che fa nuovo il cuore di ogni uomo, specie se discepolo. 

Padre, nella parola di Gesù gustiamo la creatività dello Spirito Santo che ci rende partecipi della vita divina. Il vero ascolto della fede apre il cuore agli orizzonti infiniti della rivelazione del Maestro divino e permette di gustare la bellezza trinitaria. AMEN

28 novembre 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.

Il cuore dell’uomo è aperto al desiderio di poter vedere la gloria di Dio come pienezza della propria realizzazione. Questa è la meta della nostra esistenza. 

Padre, tieni sempre aperto il nostro cuore al desiderio di poter gustare la luminosità del volto di Gesù per cantare la bellezza della nostra vita. Lo Spirito Santo ci guidi sempre. AMEN

27 novembre 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

I grandi ideali della vita si costruiscono attraverso la tenacia spirituale che non si lascia trascinare dalle situazioni storiche. La solidità spirituale è certezza di superamento degli ostacoli quotidiani. 

Padre, la intensa comunione con Gesù rappresenta un punto di forza nel combattimento quotidiano. L’imitazione del Salvatore è certezza di autentica novità di vita pur nelle oscurità storiche. Lo Spirito Santo è segno vivo di tale AMEN

26 novembre 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non verrà lasciata pietra su pietra che non verrà distrutta. 

Davanti all’infedeltà di Gerusalemme c’è il giudizio di Dio che chiama alla conversione per entrare nella nuova Gerusalemme, in cui appare la vera novità evangelica. 

Padre, rendici sempre attenti alle parole di Gesù perché possiamo gustare la novità della conversione del nostro cuore. In lui, guidati dallo Spirito Santo, potremo fare l’esperienza della novità che egli ha portato nella storia per rendere nuova ogni umana creatura. Il fascino di Gesù è la nostra speranza quotidiana. AMEN

25 novembre 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

Ella, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere.

La bellezza della vita sta nel profondo senso di gratitudine che anima il povero evangelico il quale si sente tutta e sola grazia nella creatività divina. 

Padre, mentre contempliamo il Cristo ci sentiamo tutta grazia divina. Rendici sempre aperti a tale verità per crescere in una profonda libertà interiore. Lo Spirito Santo ci illumini e guidi AMEN

24 novembre 2024

NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL'UNIVERSO – ANNO B – SOLENNITÀ

DOMENICA 24 NOVEMBRE 2024

Dn 7,13-14      Ap 1,5-8      Gv 18,33b-37

Questa mattina Gesù ci convoca attorno a sé per introdurci nella pienezza della nostra esistenza.

La solennità di Cristo Re centro del cosmo e della storia è nient'altro che la contemplazione del compimento della nostra vita. Nati da Dio, diventiamo figli di Dio e saremo figli di Dio in pienezza quando giungeremo nel giardino del paradiso.

Oggi Gesù ci orienta a contemplare questo grande orizzonte. L'uomo cammina nel tempo e nello spazio, ma questo cammino ha una grande meta: il Dio tutto in ciascuno di noi. Ora, per percepire questa bellezza, dobbiamo prendere consapevolezza giorno per giorno che noi apparteniamo a Gesù. Ricordiamoci sempre come l'evangelista Giovanni nel prologo faccia quella bella affermazione A quanti però l’hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. Il cristiano è il generato da Dio: questa è la bellezza della nostra esistenza!

I genitori sono solo uno strumento di questo grande mistero, noi nasciamo da Dio, viviamo di Dio per contemplarlo nella pienezza della gloria del cielo. E allora partendo da questa visione, la consapevolezza che noi dovremmo continuamente acquisire nel cammino del tempo e dello spazio, è che la nostra vita appartiene a Dio e, quando diciamo Dio, diciamo Padre, Figlio, Spirito Santo, apparteniamo alla Trinità beata, quindi il nostro cammino è una ascensione continua in questo grande mistero che ci avvolge continuamente.

Ma come possiamo camminare in questo stile di vita? E allora, nati da Dio, prendiamo coscienza che siamo abitati da Gesù. Ognuno di noi nel cammino della sua vita è un meraviglioso Sacramento: il Signore in noi, il Signore che cammina con noi, il Signore che ci trasfigura continuamente nel cammino della nostra esistenza. Ecco perché la festa della regalità di Cristo è la festa del compimento della nostra vita.

Ma come noi possiamo entrare in questa dinamica che ci affascina continuamente e che ci attira?

Ed è la bellezza di vedere la nostra vita nelle mani della Trinità beata.

Si dice nella vita di San Giovanni della Croce che il suo più grande desiderio era quello di vedere Gesù, tant'è vero che egli afferma - Quando morirò finalmente potrò dire di vederti! -.

La solennità di Cristo Re ci introduce in questa mentalità: poter vedere il Signore in tutta la sua bellezza e luminosità. Noi camminiamo nel tempo e nello spazio, ma in questo tempo e in questo spazio noi siamo orientati alla pienezza del mistero della nostra glorificazione: il Dio tutto in ciascuno di noi.

Su questo sfondo nasce l'interrogativo - come noi effettivamente possiamo entrare in questa esperienza? - e allora dobbiamo per un momento soffermarci sulla nostra identità.

Noi siamo nati da Dio.

Quando Giovanni nel prologo dice che siamo nati da Dio, fa una grande affermazione: la nostra esistenza appartiene a lui, alla Trinità beata, e noi camminiamo in questo desiderio continuo senza alcun problema.

Come sarà bello quando al termine della nostra storia vedremo il Signore faccia a faccia e potremmo dirgli “Eccomi! Accoglimi nel tuo mistero, la tua gloria senso della mia esistenza!”

Ecco perché il discepolo nella festa di Cristo Re è pieno di gaudio, perché veramente fa l'esperienza di quella comunione divina che è la bellezza della sua storia, Dio tutto in ciascuno di noi.

Ora tutto questo avviene nella Celebrazione eucaristica.

Se noi ci poniamo l'interrogativo - perché siamo qui alla Celebrazione eucaristica? - la risposta è molto semplice: lasciarci trasfigurare, lasciarci continuamente introdurre in quella bellezza trinitaria che è la gioia della nostra vita.

Noi viviamo per essere comunione Divina. Chiunque, ha detto Gesù, è dalla verità, ascolta la mia voce. Noi siamo nati da Dio, viviamo la comunione con Dio e lo ascoltiamo perché è il senso della nostra storia e della nostra esistenza. Anzi, nel profondo del nostro cuore, c'è un pulsare continuo che ci dice: “Quando ti potrò vedere finalmente o Signore?” È la grande aspirazione che noi gustiamo continuamente, essere in una esperienza di trasfigurazione per cui il Signore diventa il tutto in ciascuno di noi.

Ecco perché il cristiano nella solennità di Cristo Re cerca di percepire questa meravigliosa bellezza, essere nel mistero divino criterio di fondo della nostra storia quotidiana.

Allora in questo orizzonte chiediamo al Signore la grazia di avere lo sguardo sempre rivolto verso l’alto, di lasciarci attirare continuamente in questo Mistero di gloria per essere veri e autentici. Noi siamo chiamati a vivere questa esperienza, chiediamo al Padre questo dono, viviamolo continuamente, camminiamo nella gioia dell'eternità beata e il Signore sarà il tutto nella nostra vita e allora, quando moriremo, potremo veramente dire: “Finalmente ti posso gustare, posso percepire la tua bellezza e con tutti i fratelli cantare quella gloria divina che è il paradiso!”

Questa è la festa di Cristo Re, essere immersi in una gloria che ci avvolge continuamente, che ci dà tanta speranza e ci dice: essere Gesù è il compimento della vita, è la gioia dell'istante, è il canto che ci avvolgerà per tutta l'eternità beata.

Oggi, qui, Dio ci parla...

Tu lo dici: io sono re.

Gesù è re perché da lui dipende tutta la nostra esistenza e in lui possiamo costruire evangelicamente ogni frammento del quotidiano. 

Padre, in Gesù possiamo costruire nello stile del Vangelo la nostra vocazione ad essere suoi discepoli. Nello Spirito Santo orienta sempre a lui il nostro cuore per diventare un Vangelo vivente. AMEN

23 novembre 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui.

La bellezza del cuore umano sta nell’amare la vita, gustando la gioia dell’esistenza stessa. In essa si vive di Infinito e ci si apre al mistero della pienezza del dono del quotidiano. 

Padre, in te è la sorgente della vita e con te la gustiamo in comunione con tutti i fratelli. Rendici alunni di Gesù e docili alla creatività dello Spirito Santo per poterne gustare la grandezza e la bellezza. AMEN

22 novembre 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

La mia casa sarà casa di preghiera.

Ogni luogo di culto fa respirare nella preghiera e vive di preghiera. In esso la comunità si pone alla presenza dell’Ineffabile e ogni atto sacramentale diventa un canto di gratitudine e di supplica. 

Padre, tu ci convochi nella celebrazione sacramentale perché facciamo l’esperienza della reale presenza del tuo Figlio Gesù risorto. Donaci sempre l’attenzione del cuore e della mente per poterlo contemplare e gustarne la salvezza. Nello Spirito Santo vivremo tale meraviglioso Mistero. AMEN

21 novembre 2024

XXXIII DOMENICA T.O. - ANNO B -

DOMENICA 17 NOVEMBRE 2024

Dn 12,1-3      Eb 10,11-14.18      Mc 13,24-32

OMELIA

La Chiesa, seguendo l'itinerario dell'anno liturgico, ci orienta questa domenica all'incontro glorioso con il Signore nell'esperienza del paradiso.

Il cristiano è chiamato a condividere questa esperienza attraverso una profonda riflessione sul senso della sua vita: nati da Dio, siamo chiamati a entrare nella gloria di Dio.

È quell’orientamento che ci dovrebbe continuamente caratterizzare, siamo orientati all'incontro con la gloria del cielo. Ecco perché Gesù nel brano evangelico che abbiamo ascoltato ci fa un discorso molto impegnativo: cercare di riflettere sull'incontro glorioso che noi avremo al termine della nostra vita.

Nati da Dio, diventiamo figli di Dio e saremo in questa pienezza quando varcheremo la soglia del giardino dell'Eden ed entreremo nel gaudio eterno.

Ma come noi possiamo orientare la nostra vita verso questo incontro finale?

Uno dei drammi della cultura odierna è avere dimenticata questa grande meta, quando Dio sarà tutto in ciascuno di noi e, in quel momento, potremo gustare quella gloria che è il desiderio dei nostri desideri: stare eternamente con il Signore.

E allora come noi possiamo entrare in questo cammino? Come possiamo entrare in questa maturazione di gloria che ci attende e ci trasfigura continuamente?

La risposta è molto semplice: imparare a vedere Gesù nella nostra ferialità. Noi incontreremo il Signore nel paradiso, ma questo grande desiderio di incontro glorioso, dipenderà dall’averlo incontrato nella vita di tutti i giorni. Allora la domanda che vogliamo porci: come noi possiamo incontrare il Signore?

Possono esserci cinque passaggi per educarci giorno per giorno a entrare in questa bellezza gloriosa. Innanzitutto l'esperienza della fede. Riandiamo sempre a quella bella espressione di Paolo ai Tessalonicesi “Cristo mediante la fede abiti nei vostri cuori perché fondati e radicati nella carità possiate sempre camminare in novità di vita”.

Il Signore dimora dentro di noi, è una esperienza che dovremmo continuamente rivisitare, e rivisitare in modo profondo, quando Gesù ci dice “Seguimi” nell'esperienza del discepolato, in quel momento ci dice “Lasciami abitare nella tua vita!”. La presa di coscienza che Dio, il Cristo, è presente nelle nostre persone e cammina nel tempo camminando con noi.

È la prima attenzione che dobbiamo continuamente tenere presente, camminare in avanti, attraverso la coscienza che egli, il Signore, abita nella nostra vita, e questo Gesù noi lo incontriamo nei sacramenti.

Cosa sono i riti se non il linguaggio di una presenza? Il Signore è con noi! Quando il Maestro ci dice Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo, non ci dice solo della sua presenza a livello storico, ma soprattutto a livello sacramentale. Come sarebbe bello se nel cammino della nostra quotidianità avessimo questa percezione - vado a stare con il Signore - ... non vado alla Messa, che è un rito, vado a incontrare il Maestro che mi aspetta, mi trasfigura e mi colloca in un cammino di gloria eterna per essere vero e autentico.

La presenza sacramentale del Maestro è l'anticipazione di quell'incontro glorioso che noi avremo in paradiso. E tutto questo noi lo possiamo gustare attraverso le scelte di tutti i giorni. Noi nella fede conosciamo i “sacramentali” questi gesti feriali attraverso i quali noi diciamo in modo profondo la bellezza e la grandezza della nostra fede. Ogni giorno il Signore è con noi, cammina con noi e attraverso la semplice gestualità quotidiana noi continuamente desideriamo la sua presenza. Il Gesù che noi incontreremo in paradiso noi lo percepiamo già nell'itinerario feriale della nostra storia, egli è sempre con noi - ed è il quarto passaggio -  e cioè: il nostro vissuto è con Gesù.

Come noi potremmo incontrarlo nella bellezza del paradiso se egli non è con noi giorno per giorno, costruendo la sua presenza attraverso la vita feriale?

Noi non incontreremo in modo improvviso il Signore perché lo stiamo già desiderando, dicevamo nella fede, nell'incontro sacramentale, in quei gesti feriali che ci accompagnano nel quotidiano, attraverso soprattutto la certezza che egli è con noi. Noi spesse volte dimentichiamo questa ultima verità …

Egli, Gesù, è nella nostra vita, cammina con noi e ci dà la certezza di entrare in quel paradiso glorioso dove Dio sarà tutto in ciascuno di noi.

È vero, per entrare in questa esperienza dobbiamo essere profondamente convinti che Gesù è nella nostra vita, è nella nostra quotidianità. Usando un'immagine molto semplice egli “passeggia giorno per giorno nel cammino della nostra quotidianità” per cui quando lo incontreremo nella gloria, in quel momento, sarà pienezza della nostra vita. Se noi riuscissimo a percepire queste semplici verità che ci accompagnano ogni giorno, la nostra vita sarebbe una grande attesa, quando potremo veramente vedere il Signore in tutta la sua luminosità! Il paradiso non è un ipotesi di lavoro. Il paradiso è l'attenzione costante del nostro cuore che desidera continuamente entrare in quella luminosità eterna perché il Dio con noi è la gioia del nostro istante.

È molto bello come nel rito Ambrosiano l'Eucaristia si concluda con quella bella espressione: “Andiamo in pace!”, andiamo in questa esperienza gloriosa dove Dio sarà tutto in ciascuno di noi. D'altra parte se noi non avessimo questa visione di gloria, cos'è la nostra esistenza? Passano gli anni, si succedono gli avvenimenti, ma qual è il senso di questa nostra esistenza quotidiana, se non entrare in questa attrazione meravigliosa che è il paradiso?

Morire non è nient'altro che fare quel salto di qualità per cui Dio diventa il tutto nella nostra vita, la luce che illuminerà le nostre tenebre e ci darà la capacità di camminare in un mistero di gloria con tutti i nostri Santi. La Chiesa, attraverso il discorso escatologico dei Vangeli, ci vuole illuminare da questo punto di vista per orientarci verso questa grandezza in modo che quando arriverà il nostro giorno diremo: “Eccomi Signore mi colloco nelle tue mani, cammino nella tua luce eterna per essere con i fratelli in una gloria che non ha confini!”.

Questa sia la bellezza della nostra vita, camminiamo con Gesù nel tempo per essere con lui nell'eternità beata e allora, in questo orizzonte, noi potremo gustare la bellezza della vita. D'altra parte perché siamo stati creati? E nel catechismo abbiamo imparato quella formula - per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita per poi poterlo goderlo eternamente in Paradiso - lì sarà il compimento di ogni nostro desiderio, saremo in quella gloria futura che illuminerà il nostro tempo e ci darà la bellezza del gustare la comunione con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo.

Questa sia l'esperienza che vogliamo fare in questa EucarIstia.

E allora quando riceveremo l'Eucaristia Sacramento questa mattina pregustiamo in quel momento, l’istante in cui Gesù ci prenderà per mano, ci darà il suo Corpo il suo Sangue nella gloria del cielo, per cantare eternamente il gaudio di quella esperienza gloriosa quando Dio sarà tutto in ciascuno di noi.

Questo sia il nostro itinerario di vita.

Questo il nostro desiderio.

Questo l'istanza più profonda per entrare in quella luce eterna dove Dio sarà tutto in ciascuno di noi, in una gioia che non ha alcun confine.

 

Oggi, qui, Dio ci parla...

Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città, pianse su di essa. 

Il cuore di Gesù esprime l’amore del Padre per la Città Santa attraverso il linguaggio del pianto. Le lacrime appartengono ad un cuore profondamente innamorato che esprime la fedeltà divino-umana di Gesù. 

Padre, la tua fedeltà è fonte di speranza per ogni creatura. Aiutaci a prendere coscienza di tale ricchezza spirituale in ogni travaglio storico per aprire l’orizzonte del cuore ad un futuro fecondo dove Dio si rivela meraviglioso. AMEN

20 novembre 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere su dieci città.

La fecondità nella vita si vive nella gioia di saper rendere grazie di fronte alla bellezza del quotidiano. Chi sa dire grazie costruisce sempre una novità esistenziale. 

Padre, illuminaci continuamente nel costruire il quotidiano perché sappiamo renderti grazie nelle scelte quotidiane, come ha pregato Gesù stesso. Lo Spirito Santo ci illumini sempre nello scrutare le bellezze della storia per poter vivere rendendo grazie. AMEN

19 novembre 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

La missione di Gesù sta nel portare a compimento la bellezza della creatura umana e aiutarla a camminare nella sua verità e autenticità. L’uomo è riflesso della gloria divina. 

Padre, nel tuo mistero di amore ci regali ogni giorno a Gesù perché possiamo rivelare la grandezza della tua luminosità. Rendici attenti al tuo progetto creativo perché possiamo rivelare ai fratelli il tuo cuore innamorato della creatura umana. AMEN

18 novembre 2024

Oggi, qui, Dio ci parla...

Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio.

Davanti alle meraviglie che Gesù compie, la persona si lascia coinvolgere nella sequela del discepolo glorificando la fonte delle meraviglie. La lode nasce spontanea nel cuore puro e affascinato. 

Padre, rendi sempre il nostro cuore attento alla persona di Gesù per lasciarci coinvolgere nel suo mistero di grande amore. Coinvolti nella sua bellezza possiamo glorificare il tuo nome nello Spirito Santo. AMEN