Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono
I grandi ideali attirano e
portano a scelte radicali che rendono il cuore veramente libero.
Padre, il volto di Gesù attira
l’uomo e lo conduce a metterlo al centro della propria esistenza. AMEN
Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono
I grandi ideali attirano e
portano a scelte radicali che rendono il cuore veramente libero.
Padre, il volto di Gesù attira
l’uomo e lo conduce a metterlo al centro della propria esistenza. AMEN
Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
La parola di Gesù è un sacramento
che orienta tutto il percorso della nostra esistenza. Chi sa ascoltare nel
silenzio del cuore adorante avverte l’intensa creatività divina che fa nuovo il
cuore di ogni uomo, specie se discepolo.
Padre, nella parola di Gesù
gustiamo la creatività dello Spirito Santo che ci rende partecipi della vita
divina. Il vero ascolto della fede apre il cuore agli orizzonti infiniti della
rivelazione del Maestro divino e permette di gustare la bellezza trinitaria.
AMEN
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Il cuore dell’uomo è aperto al
desiderio di poter vedere la gloria di Dio come pienezza della propria
realizzazione. Questa è la meta della nostra esistenza.
Padre, tieni sempre aperto il
nostro cuore al desiderio di poter gustare la luminosità del volto di Gesù per
cantare la bellezza della nostra vita. Lo Spirito Santo ci guidi sempre. AMEN
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.
I grandi ideali della vita si
costruiscono attraverso la tenacia spirituale che non si lascia trascinare
dalle situazioni storiche. La solidità spirituale è certezza di superamento
degli ostacoli quotidiani.
Padre, la intensa comunione con
Gesù rappresenta un punto di forza nel combattimento quotidiano. L’imitazione
del Salvatore è certezza di autentica novità di vita pur nelle oscurità
storiche. Lo Spirito Santo è segno vivo di tale AMEN
Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non verrà lasciata pietra su pietra che non verrà distrutta.
Davanti all’infedeltà di
Gerusalemme c’è il giudizio di Dio che chiama alla conversione per entrare nella
nuova Gerusalemme, in cui appare la vera novità evangelica.
Padre, rendici sempre attenti
alle parole di Gesù perché possiamo gustare la novità della conversione del
nostro cuore. In lui, guidati dallo Spirito Santo, potremo fare l’esperienza
della novità che egli ha portato nella storia per rendere nuova ogni umana
creatura. Il fascino di Gesù è la nostra speranza quotidiana. AMEN
Ella, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere.
La bellezza della vita sta nel
profondo senso di gratitudine che anima il povero evangelico il quale si sente
tutta e sola grazia nella creatività divina.
Padre, mentre contempliamo il
Cristo ci sentiamo tutta grazia divina. Rendici sempre aperti a tale verità per
crescere in una profonda libertà interiore. Lo Spirito Santo ci illumini e
guidi AMEN
DOMENICA 24 NOVEMBRE 2024
Dn 7,13-14 Ap 1,5-8 Gv 18,33b-37
Questa mattina Gesù ci convoca
attorno a sé per introdurci nella pienezza della nostra esistenza.
La solennità di Cristo Re centro del
cosmo e della storia è nient'altro che la contemplazione del compimento della
nostra vita. Nati da Dio, diventiamo figli di Dio e saremo figli di Dio in
pienezza quando giungeremo nel giardino del paradiso.
Oggi Gesù ci orienta a contemplare
questo grande orizzonte. L'uomo cammina nel tempo e nello spazio, ma questo
cammino ha una grande meta: il Dio tutto in ciascuno di noi. Ora, per percepire
questa bellezza, dobbiamo prendere consapevolezza giorno per giorno che noi
apparteniamo a Gesù. Ricordiamoci sempre come l'evangelista Giovanni nel
prologo faccia quella bella affermazione A
quanti però l’hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli
che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da
volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. Il cristiano è il generato
da Dio: questa è la bellezza della nostra esistenza!
I genitori sono solo uno strumento di
questo grande mistero, noi nasciamo da Dio, viviamo di Dio per contemplarlo
nella pienezza della gloria del cielo. E allora partendo da questa visione, la
consapevolezza che noi dovremmo continuamente acquisire nel cammino del tempo e
dello spazio, è che la nostra vita appartiene a Dio e, quando diciamo Dio,
diciamo Padre, Figlio, Spirito Santo, apparteniamo alla Trinità beata, quindi
il nostro cammino è una ascensione continua in questo grande mistero che ci
avvolge continuamente.
Ma come possiamo camminare in questo
stile di vita? E allora, nati da Dio, prendiamo coscienza che siamo abitati da
Gesù. Ognuno di noi nel cammino della sua vita è un meraviglioso Sacramento: il
Signore in noi, il Signore che cammina con noi, il Signore che ci trasfigura
continuamente nel cammino della nostra esistenza. Ecco perché la festa della regalità
di Cristo è la festa del compimento della nostra vita.
Ma come noi possiamo entrare in
questa dinamica che ci affascina continuamente e che ci attira?
Ed è la bellezza di vedere la nostra
vita nelle mani della Trinità beata.
Si dice nella vita di San Giovanni
della Croce che il suo più grande desiderio era quello di vedere Gesù, tant'è
vero che egli afferma - Quando morirò
finalmente potrò dire di vederti! -.
La solennità di Cristo Re ci
introduce in questa mentalità: poter vedere il Signore in tutta la sua bellezza
e luminosità. Noi camminiamo nel tempo e nello spazio, ma in questo tempo e in
questo spazio noi siamo orientati alla pienezza del mistero della nostra
glorificazione: il Dio tutto in ciascuno di noi.
Su questo sfondo nasce l'interrogativo
- come noi effettivamente possiamo entrare in questa esperienza? - e allora
dobbiamo per un momento soffermarci sulla nostra identità.
Noi siamo nati da Dio.
Quando Giovanni nel prologo dice che
siamo nati da Dio, fa una grande affermazione: la nostra esistenza appartiene a
lui, alla Trinità beata, e noi camminiamo in questo desiderio continuo senza
alcun problema.
Come sarà bello quando al termine
della nostra storia vedremo il Signore faccia a faccia e potremmo dirgli “Eccomi!
Accoglimi nel tuo mistero, la tua gloria senso della mia esistenza!”
Ecco perché il discepolo nella festa
di Cristo Re è pieno di gaudio, perché veramente fa l'esperienza di quella
comunione divina che è la bellezza della sua storia, Dio tutto in ciascuno di
noi.
Ora tutto questo avviene nella Celebrazione
eucaristica.
Se noi ci poniamo l'interrogativo - perché
siamo qui alla Celebrazione eucaristica? - la risposta è molto semplice:
lasciarci trasfigurare, lasciarci continuamente introdurre in quella bellezza
trinitaria che è la gioia della nostra vita.
Noi viviamo per essere comunione
Divina. Chiunque, ha detto Gesù, è dalla verità, ascolta la mia voce. Noi siamo
nati da Dio, viviamo la comunione con Dio e lo ascoltiamo perché è il senso
della nostra storia e della nostra esistenza. Anzi, nel profondo del nostro
cuore, c'è un pulsare continuo che ci dice: “Quando ti potrò vedere finalmente o
Signore?” È la grande aspirazione che noi
gustiamo continuamente, essere in una esperienza di trasfigurazione per cui il
Signore diventa il tutto in ciascuno di noi.
Ecco perché il cristiano nella
solennità di Cristo Re cerca di percepire questa meravigliosa bellezza, essere
nel mistero divino criterio di fondo della nostra storia quotidiana.
Allora in questo orizzonte chiediamo
al Signore la grazia di avere lo sguardo sempre rivolto verso l’alto, di
lasciarci attirare continuamente in questo Mistero di gloria per essere veri e
autentici. Noi siamo chiamati a vivere questa esperienza, chiediamo al Padre
questo dono, viviamolo continuamente, camminiamo nella gioia dell'eternità beata
e il Signore sarà il tutto nella nostra vita e allora, quando moriremo, potremo
veramente dire: “Finalmente ti posso gustare, posso percepire la tua bellezza e
con tutti i fratelli cantare quella gloria divina che è il paradiso!”
Questa è la festa di Cristo Re, essere
immersi in una gloria che ci avvolge continuamente, che ci dà tanta speranza e
ci dice: essere Gesù è il compimento della vita, è la gioia dell'istante, è il
canto che ci avvolgerà per tutta l'eternità beata.
Tu lo dici: io sono re.
Gesù è re perché da lui dipende
tutta la nostra esistenza e in lui possiamo costruire evangelicamente ogni
frammento del quotidiano.
Padre, in Gesù possiamo costruire
nello stile del Vangelo la nostra vocazione ad essere suoi discepoli. Nello
Spirito Santo orienta sempre a lui il nostro cuore per diventare un Vangelo
vivente. AMEN
Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui.
La bellezza del cuore umano sta
nell’amare la vita, gustando la gioia dell’esistenza stessa. In essa si vive di
Infinito e ci si apre al mistero della pienezza del dono del quotidiano.
Padre, in te è la sorgente della
vita e con te la gustiamo in comunione con tutti i fratelli. Rendici alunni di
Gesù e docili alla creatività dello Spirito Santo per poterne gustare la
grandezza e la bellezza. AMEN
La mia casa sarà casa di preghiera.
Ogni luogo di culto fa respirare
nella preghiera e vive di preghiera. In esso la comunità si pone alla presenza
dell’Ineffabile e ogni atto sacramentale diventa un canto di gratitudine e di
supplica.
Padre, tu ci convochi nella
celebrazione sacramentale perché facciamo l’esperienza della reale presenza del
tuo Figlio Gesù risorto. Donaci sempre l’attenzione del cuore e della mente per
poterlo contemplare e gustarne la salvezza. Nello Spirito Santo vivremo tale
meraviglioso Mistero. AMEN
DOMENICA 17 NOVEMBRE 2024
Dn 12,1-3 Eb 10,11-14.18 Mc 13,24-32
OMELIA
La Chiesa, seguendo l'itinerario
dell'anno liturgico, ci orienta questa domenica all'incontro glorioso con il Signore
nell'esperienza del paradiso.
Il cristiano è chiamato a condividere
questa esperienza attraverso una profonda riflessione sul senso della sua vita:
nati da Dio, siamo chiamati a entrare nella gloria di Dio.
È quell’orientamento
che ci dovrebbe continuamente caratterizzare, siamo orientati all'incontro con
la gloria del cielo. Ecco perché Gesù nel brano evangelico che abbiamo
ascoltato ci fa un discorso molto impegnativo: cercare di riflettere
sull'incontro glorioso che noi avremo al termine della nostra vita.
Nati da Dio, diventiamo figli di Dio
e saremo in questa pienezza quando varcheremo la soglia del giardino dell'Eden
ed entreremo nel gaudio eterno.
Ma come noi possiamo orientare la
nostra vita verso questo incontro finale?
Uno dei drammi della cultura odierna
è avere dimenticata questa grande meta, quando Dio sarà tutto in ciascuno di
noi e, in quel momento, potremo gustare quella gloria che è il desiderio dei
nostri desideri: stare eternamente con il Signore.
E allora come noi possiamo entrare in
questo cammino? Come possiamo entrare in questa maturazione di gloria che ci
attende e ci trasfigura continuamente?
La risposta è molto semplice:
imparare a vedere Gesù nella nostra ferialità. Noi incontreremo il Signore nel
paradiso, ma questo grande desiderio di incontro glorioso, dipenderà dall’averlo
incontrato nella vita di tutti i giorni. Allora la domanda che vogliamo porci:
come noi possiamo incontrare il Signore?
Possono esserci cinque passaggi per
educarci giorno per giorno a entrare in questa bellezza gloriosa. Innanzitutto
l'esperienza della fede. Riandiamo sempre a quella bella espressione di Paolo
ai Tessalonicesi “Cristo mediante la fede abiti nei vostri cuori perché fondati
e radicati nella carità possiate sempre camminare in novità di vita”.
Il Signore dimora dentro di noi, è
una esperienza che dovremmo continuamente rivisitare, e rivisitare in modo
profondo, quando Gesù ci dice “Seguimi” nell'esperienza del discepolato, in
quel momento ci dice “Lasciami abitare nella tua vita!”. La presa di coscienza che
Dio, il Cristo, è presente nelle nostre persone e cammina nel tempo camminando
con noi.
È la prima
attenzione che dobbiamo continuamente tenere presente, camminare in avanti,
attraverso la coscienza che egli, il Signore, abita nella nostra vita, e questo
Gesù noi lo incontriamo nei sacramenti.
Cosa sono i riti se non il linguaggio
di una presenza? Il Signore è con noi! Quando il Maestro ci dice Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo, non ci
dice solo della sua presenza a livello storico, ma soprattutto a livello
sacramentale. Come sarebbe bello se nel cammino della nostra quotidianità
avessimo questa percezione - vado a stare con il Signore - ... non vado alla
Messa, che è un rito, vado a incontrare il Maestro che mi aspetta, mi
trasfigura e mi colloca in un cammino di gloria eterna per essere vero e
autentico.
La presenza sacramentale del Maestro
è l'anticipazione di quell'incontro glorioso che noi avremo in paradiso. E
tutto questo noi lo possiamo gustare attraverso le scelte di tutti i giorni. Noi
nella fede conosciamo i “sacramentali” questi gesti feriali attraverso i quali
noi diciamo in modo profondo la bellezza e la grandezza della nostra fede. Ogni
giorno il Signore è con noi, cammina con noi e attraverso la semplice
gestualità quotidiana noi continuamente desideriamo la sua presenza. Il Gesù
che noi incontreremo in paradiso noi lo percepiamo già nell'itinerario feriale
della nostra storia, egli è sempre con noi - ed è il quarto passaggio - e cioè: il nostro vissuto è con Gesù.
Come noi potremmo incontrarlo nella
bellezza del paradiso se egli non è con noi giorno per giorno, costruendo la
sua presenza attraverso la vita feriale?
Noi non incontreremo in modo
improvviso il Signore perché lo stiamo già desiderando, dicevamo nella fede,
nell'incontro sacramentale, in quei gesti feriali che ci accompagnano nel
quotidiano, attraverso soprattutto la certezza che egli è con noi. Noi spesse
volte dimentichiamo questa ultima verità …
Egli, Gesù, è nella nostra vita,
cammina con noi e ci dà la certezza di entrare in quel paradiso glorioso dove
Dio sarà tutto in ciascuno di noi.
È vero,
per entrare in questa esperienza dobbiamo essere profondamente convinti che
Gesù è nella nostra vita, è nella nostra quotidianità. Usando un'immagine molto
semplice egli “passeggia giorno per giorno nel cammino della nostra
quotidianità” per cui quando lo incontreremo nella gloria, in quel momento,
sarà pienezza della nostra vita. Se noi riuscissimo a percepire queste semplici
verità che ci accompagnano ogni giorno, la nostra vita sarebbe una grande
attesa, quando potremo veramente vedere il Signore in tutta la sua luminosità!
Il paradiso non è un ipotesi di lavoro. Il paradiso è l'attenzione costante del
nostro cuore che desidera continuamente entrare in quella luminosità eterna
perché il Dio con noi è la gioia del nostro istante.
È molto
bello come nel rito Ambrosiano l'Eucaristia si concluda con quella bella
espressione: “Andiamo in pace!”, andiamo in questa esperienza gloriosa dove Dio
sarà tutto in ciascuno di noi. D'altra parte se noi non avessimo questa visione
di gloria, cos'è la nostra esistenza? Passano gli anni, si succedono gli avvenimenti,
ma qual è il senso di questa nostra esistenza quotidiana, se non entrare in
questa attrazione meravigliosa che è il paradiso?
Morire non è nient'altro che fare
quel salto di qualità per cui Dio diventa il tutto nella nostra vita, la luce
che illuminerà le nostre tenebre e ci darà la capacità di camminare in un
mistero di gloria con tutti i nostri Santi. La Chiesa, attraverso il discorso
escatologico dei Vangeli, ci vuole illuminare da questo punto di vista per
orientarci verso questa grandezza in modo che quando arriverà il nostro giorno
diremo: “Eccomi Signore mi colloco nelle tue mani, cammino nella tua luce
eterna per essere con i fratelli in una gloria che non ha confini!”.
Questa sia la bellezza della nostra
vita, camminiamo con Gesù nel tempo per essere con lui nell'eternità beata e
allora, in questo orizzonte, noi potremo gustare la bellezza della vita.
D'altra parte perché siamo stati creati? E nel catechismo abbiamo imparato
quella formula - per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita per poi
poterlo goderlo eternamente in Paradiso - lì sarà il compimento di ogni nostro
desiderio, saremo in quella gloria futura che illuminerà il nostro tempo e ci
darà la bellezza del gustare la comunione con il Padre, con il Figlio e con lo
Spirito Santo.
Questa sia l'esperienza che vogliamo
fare in questa EucarIstia.
E allora quando riceveremo
l'Eucaristia Sacramento questa mattina pregustiamo in quel momento, l’istante
in cui Gesù ci prenderà per mano, ci darà il suo Corpo il suo Sangue nella
gloria del cielo, per cantare eternamente il gaudio di quella esperienza
gloriosa quando Dio sarà tutto in ciascuno di noi.
Questo sia il nostro itinerario di
vita.
Questo il nostro desiderio.
Questo l'istanza più profonda per
entrare in quella luce eterna dove Dio sarà tutto in ciascuno di noi, in una
gioia che non ha alcun confine.
Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città, pianse su di essa.
Il cuore di Gesù esprime l’amore
del Padre per la Città Santa attraverso il linguaggio del pianto. Le lacrime
appartengono ad un cuore profondamente innamorato che esprime la fedeltà
divino-umana di Gesù.
Padre, la tua fedeltà è fonte di
speranza per ogni creatura. Aiutaci a prendere coscienza di tale ricchezza
spirituale in ogni travaglio storico per aprire l’orizzonte del cuore ad un
futuro fecondo dove Dio si rivela meraviglioso. AMEN
Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere su dieci città.
La fecondità nella vita si vive
nella gioia di saper rendere grazie di fronte alla bellezza del quotidiano. Chi
sa dire grazie costruisce sempre una novità esistenziale.
Padre, illuminaci continuamente
nel costruire il quotidiano perché sappiamo renderti grazie nelle scelte
quotidiane, come ha pregato Gesù stesso. Lo Spirito Santo ci illumini sempre
nello scrutare le bellezze della storia per poter vivere rendendo grazie. AMEN
Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.
La missione di Gesù sta nel
portare a compimento la bellezza della creatura umana e aiutarla a camminare
nella sua verità e autenticità. L’uomo è riflesso della gloria divina.
Padre, nel tuo mistero di amore
ci regali ogni giorno a Gesù perché possiamo rivelare la grandezza della tua
luminosità. Rendici attenti al tuo progetto creativo perché possiamo rivelare
ai fratelli il tuo cuore innamorato della creatura umana. AMEN
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio.
Davanti alle meraviglie che Gesù
compie, la persona si lascia coinvolgere nella sequela del discepolo
glorificando la fonte delle meraviglie. La lode nasce spontanea nel cuore puro
e affascinato.
Padre, rendi sempre il nostro
cuore attento alla persona di Gesù per lasciarci coinvolgere nel suo mistero di
grande amore. Coinvolti nella sua bellezza possiamo glorificare il tuo nome
nello Spirito Santo. AMEN