14 marzo 2025

oggi, qui, Dio ci parla...

Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto a giudizio.

La comunione fraterna rappresenta l’espressione della carità che unisce le persone per costruire relazioni vere ed autentiche. Questa è la meravigliosa esperienza del cammino evangelico nella storia quotidiana. 

Padre, la presenza del Risorto nella vita di una comunità credente si incarna nel principio della fratellanza che unisce le persone più diverse per costruire una vera comunione evangelica. Lo Spirito Santo, che è facitore di unità rappresenta il motore che unisce i diversi per costruire una vera esperienza di unità. AMEN

13 marzo 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. 

La confidenza nella meravigliosa presenza di Gesù nella nostra quotidianità è principio di una speranza che non conosce confini. È l’oggi del Dio della fede che guida la nostra storia e la santifica. 

Padre, la nostra storia è nelle tue mani e ogni giorno ci doni il tuo Cristo perché impariamo ad amare il quotidiano sul suo esempio. Guidaci con la potenza del tuo Spirito perché possiamo scegliere ciò che a te piace e viviamo in comunione con il tuo cuore paterno. AMEN

12 marzo 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona.

La personalità di Gesù è il fascino che conquista ogni ricercatore della verità della propria esistenza. In lui siamo condotti a scoprire la bellezza del senso della vita e la gioia di crescere in una vera esperienza di fratellanza. Con lui si sogna un futuro ricco di eternità beata e si cresce nella vera speranza. 

Padre, nella potenza dello Spirito Santo ci accostiamo alla personalità di Gesù per poter gustare la grandezza del dono d’essere veramente uomini secondo il tuo disegno creativo, in modo che tutti i fratelli possano gustare il dono della salvezza. AMEN

11 marzo 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Voi dunque pregate così: Padre nostro, che sei nei cieli…

La gioia della nostra preghiera è la piena confidenza nelle mani del Padre che conduce la nostra vita attraverso la serenità del nostro cuore. Non ci lascia mai soli. Quando il nostro cuore è aperto sul Mistero la nostra esistenza diventa una continua preghiera nelle mani del Padre. 

Padre vieni in aiuto alle nostre povertà e guidaci nelle vie della Vita. AMEN

10 marzo 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me.

Il cuore di ogni discepolo di Gesù è chiamato a essere aperto a tutto il mondo perché deve gustare l’apertura del cuore all’infinito, come quello del Maestro. 

Padre, in Gesù regali a ogni uomo il dono della salvezza, e ogni creatura ritrova in lui il vero senso della propria esistenza. Lo Spirito Santo ci regala una costante apertura del cuore all’infinito. AMEN

09 marzo 2025

I DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO C

DOMENICA 9 MARZO 2025

Dt 26,4-10      Rm 10,8-13      Lc 4,1-13

OMELIA

Il cristiano sa che nella sua esistenza è chiamato ad assumere la stessa sapienza del Cristo: goderne la mentalità operando scelte che siano la traduzione della vita stessa del Maestro. È quel vivere di fede, è fare della nostra esistenza una professione di fede di cui ci ha parlato l’apostolo Paolo. All’inizio della quaresima questa nostra vocazione viene profondamente interpellata perché questa mentalità del Signore possa permeare la mente, il cuore, la volontà.

L’inizio del testo evangelico ascoltato ci aiuta a come, in questo tempo quaresimale, approfondire questa sensibilità del Maestro in modo che possiamo acquisire quella mentalità evangelica che è propria di chi segue Gesù in ogni frammento della sua vita.

Nel testo iniziale del Vangelo abbiamo colto due grossi valori: la dimensione del deserto come luogo di tentazione, la creatività dello Spirito Santo nella persona di Gesù. Due elementi sui quali questa mattina dobbiamo soffermarci per poter veramente cogliere fino in fondo quella mentalità evangelica che ci deve continuamente trasformare.

Innanzitutto il primo elemento è dato dal fatto che Gesù viene condotto nel deserto per essere tentato. Se questo brano lo volessimo tradurre nell’ordine dell’esistenza potremmo così riesprimerlo: nello Spirito siamo condotti nella nostra quotidianità perché attraverso la prova dell’istante possa emergere ciò che veramente vale per la nostra vita.

La tentazione, luogo della verità delle nostre persone: tutto questo avviene nel “deserto del quotidiano”.

Spesse volte, all’inizio della quaresima, ci poniamo la domanda su cosa possiamo o dobbiamo fare per poter in modo più profondo immedesimarci a Gesù e quindi a viverne il mistero. La risposta che Gesù ci dà è molto semplice: ama la vita, ama la tua vita, scopri nel quotidiano il luogo della verità della tua storia. La vera tentazione, in senso positivo, è l’innamoramento del feriale, è l’innamoramento delle pareti della propria casa, è l’innamoramento della propria storia; imparare a comprendere, lì, nel tuo feriale, Dio che ti parla. Il dramma nel quale l’uomo contemporaneo si viene a trovare è quello di fuggire dalla propria storia, pensare un’esistenza che non ci sarà mai.

Il cristiano, invece, sa esattamente che deve entrare nello stile dell’Incarnazione e vivere il suo quotidiano. Il discepolo del Signore, iniziando la giornata dice a se stesso: “Oggi, in questo mio concreto, Dio mi rivelerà il suo volto”. Allora scopriamo che il deserto in cui veniamo collocati diventa la “nostra tentazione” perché è come noi costruiamo l’istante, nella sua monotonia feriale, che scopriamo chi effettivamente siamo.

L’uomo che cerca sempre il diverso per vivere il presente non capirà mai la sua identità. Chi fugge, non accogliendo il suo presente, non conoscerà mai se stesso. Ecco perché, con Gesù, all’inizio di questa quaresima siamo condotti nel deserto del feriale: per cogliervi la creatività di Dio!

È la grandezza dell’Incarnazione: il Verbo si è fatto storia in questa storia concreta, in queste concrete coordinate spazio-temporali, “il tuo feriale nascosto”, luogo del rivelarsi di Dio. Davanti a questo orizzonte, inevitabilmente, nasce la domanda che prorompe in noi: “Signore, come posso vivere in autenticità, in fecondità il mio feriale, soprattutto sapendo che esso è tante volte crocifiggente, oscuro, drammatico, senza soluzioni umane?”.

Il testo evangelico che ci introduce nella contemplazione di Gesù che è condotto nel deserto per essere tentato ci dà la risposta: pieni di Spirito Santo, guidati dallo Spirito Santo. Due elementi sui quali non sempre riflettiamo a sufficienza.

Innanzitutto Gesù è condotto dallo Spirito Santo nel deserto in quanto “pieno di Spirito Santo” perché nella pienezza dello Spirito Santo c’è la capacità di vivere e di sperare, di seguire e di scegliere, di intuire e di incarnare, di credere e di amare.

Il discepolo è nella pienezza di Dio.

Spesso non riusciamo a vivere con coraggio il feriale nascosto perché ci sentiamo noi al centro con tutte le nostre povertà drammatiche, mentre dobbiamo partire dalla convinzione che siamo nella pienezza di Dio.

Essere pieni di Spirito Santo è essere nella pienezza della creatività di Dio e quando l’uomo è nella pienezza della creatività di Dio sa esattamente che a Dio nulla è impossibile e, in questa pienezza, ci lasciamo guidare. È molto bello vedere la storia come un essere guidati dallo Spirito Santo! Noi, al mattino, potremmo - qualche volta - svegliarci esistenzialmente stanchi, con tutte le paure che in un modo o in un altro ci possono circondare. Al mattino dobbiamo fare quel profondo atto di fede: “Siamo pieni di Spirito Santo e incominciando la giornata siamo guidati dallo Spirito nel deserto della vita per rivelare il mistero che è dentro di noi.” L’uomo che non vive intensamente la sua esistenza nella creatività dello Spirito Santo non comprenderà mai il mistero che è la sua esistenza.

Usando il linguaggio biblico: “Poiché Dio ti amava era necessario che ti mettesse alla prova” perché attraverso la prova si rivela l’identità dell’uomo.

Ecco perché la quaresima, se la sappiamo leggere in quest’ottica, diventa l’ingresso in un grande mistero nel quale conosciamo noi stessi e conosciamo Dio, conosciamo Dio e conosciamo noi stessi. È la bellezza feconda dell’essere discepoli di Gesù. In tal modo assumiamo progressivamente quella mentalità evangelica che ci deve profondamente qualificare. L’uomo che ama il suo istante, che nell’istante si lascia guidare dalla creatività dello Spirito e, di riflesso, innamorato dallo Spirito continuamente sceglie nel concreto della vita, conosce se stesso come capolavoro della sapienza di Dio.

Ecco perché la quaresima diventa la scuola della nostra identità, un’occasione propizia perché la mentalità del Vangelo divenga la nostra storia. Amiamo l’istante con tutta l’intensità della nostra persona, lasciamoci condurre dalla pienezza creativa di Dio che è lo Spirito e avremo la luminosità di essere noi stessi, faremo della nostra vita una meravigliosa professione di fede, la mentalità che diventa criterio di scelte storiche.

Viviamo questo mistero come il mistero che stiamo celebrando, l’Eucaristia, perché è l’Eucaristia che santifica e illumina la quaresima. Nel momento in cui assumeremo i Doni eucaristici il nostro feriale sarà ricolmato da quello Spirito pasquale che anima ogni frammento della nostra esistenza. Vivendo in questo modo l’istante cammineremo verso la pasqua eterna del Regno.

Tale sia la gioia che vogliamo condividere, il coraggio che vogliamo approfondire, in modo che il feriale non sia più un buio incomprensibile, ma il feriale sia una pienezza divina nel buio storico per preparare quella luce gloriosa che sarà la pasqua eterna del Regno.

 

Oggi, qui, Dio ci parla...

Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. 

La creatura ritrova la propria identità attraverso le difficoltà che la storia le presenta continuamente. Le tentazioni sono la verità della solidità della propria esistenza. Qui la persona ritrova se stessa. 

Padre, Gesù, attraverso il suo cammino quotidiano lentamente scoprì il valore della propria esistenza e ci insegna a costruire la nostra scelta evangelica nella tua misteriosa volontà. È il senso della sua e nostra esistenza. AMEN

08 marzo 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano.

L’incontro con il Cristo e la familiarità con lui generano un principio profondo di novità di vita che chiamiamo conversione. Il Maestro diviene il fondamento delle scelte quotidiane per una vitalità spirituale, dove lo Spirito Santo è il grande signore del nostro cuore. 

Padre, l’incontro quotidiano con il Cristo genera un costante rinnovamento della vita interiore che ci porta a percorrere un itinerario di costante conversione, sotto il contatto costante con lo Spirito Santo. È la bellezza della vita rinnovata. AMEN

07 marzo 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno.

Il desiderio del volto del Signore è la grande attesa del credente che vive del Maestro divino. Nel cammino credente quotidiano è viva tale aspirazione che ci porta a bramare la comunione eterna con lui per una gioia veramente inesauribile. 

Padre, l’amore per Gesù ci guida nell’intenso desiderio di poterti vedere attraverso la comunione con lui. Questa sarà la gioia vera del nostro cuore: vederti faccia a faccia in paradiso. Lo Spirito Santo ci orienti in questo meraviglioso cammino verso la piena trasfigurazione nella gloria del cielo. AMEN


06 marzo 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?

Le scelte che facciamo nella vita dipendono dalla concezione che noi abbiamo di essa. Amiamo il suo valore e su di essa camminiamo per poterne gustare la bellezza e la fecondità. Qui diamo significato a ciò che siamo e facciamo, e saremo noi stessi. 

Padre, scegliere Gesù come criterio di vita significa accedere a una grande libertà interiore che ci permette di camminare nella verità e costruire un mondo nuovo. Lo Spirito Santo ne è la grande forza esistenziale. AMEN

05 marzo 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Il Padre mio che vede nel segreto, ti ricompenserà.

La verità di una persona è data dal suo cuore da cui fluiscono i sentimenti più profondi. Curiamo la bellezza del cuore e cresceremo nella vera libertà spirituale.

Padre, tu ami scrutare il nostro cuore per vedere i nostri sentimenti più profondi e per dialogare con ciascuno di noi. Possa tu trovare in noi la bellezza del cuore di Gesù per essere sempre più docili allo Spirito Santo. AMEN

04 marzo 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi.

L’imitazione del Maestro è la caratteristica di ogni discepolo per comprendere la profondità del suo mistero di amore nei confronti di ogni umana creatura. Solo così scaturisce una intensa armonia di cuori che amano seriamente. 

Padre, la presenza di Gesù nella nostra vita rappresenta la vera luce che guida i nostri passi nel cammino quotidiano della storia. In lui cresciamo nella bellezza della vita. Lo Spirito Santo ci doni l’entusiasmo della sequela di tutti i giorni. AMEN

03 marzo 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Una cosa sola ti manca: va, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi.

La comunione dei beni ha rappresentato uno degli aspetti della chiesa antica e riflette la mentalità del Maestro divino perché nella comunità ci fosse una vera esperienza di fratellanza. Il seguire Gesù è espressione di concreta povertà di comunione fraterna. 

Padre, nel tuo Figlio Gesù ci insegni a vivere in un profondo spirito di fratellanza e la comunione dei beni era una viva espressione della chiesa apostolica. Fa' che nello Spirito Santo si realizzi questo vissuto della chiesa antica per incarnare una autentica comunità di fratelli. AMEN

02 marzo 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Un discepolo non è più del maestro.

La gioia di un discepolo sta nella costante e inesauribile imitazione del maestro che rappresenta il quotidiano punto di riferimento. Nella esperienza cristiana ciò significa un cammino veramente infinito. Qui scopriamo la fecondità della nostra esistenza. 

Padre, tu ci regali come maestro nel quotidiano il tuo Figlio Gesù perché viviamo in termini creativi la sua interiorità. Guida nello Spirito Santo il nostro cuore in questo cammino perché ne diventiamo un luminoso sacramento a speranza di ogni fratello. AMEN

VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C

DOMENICA 2 MARZO 2025

Sir 27,5-8 (NV)      1Cor 15,54-58      Lc 6,39-45

OMELIA

Gesù questa mattina convocandoci attorno a sé dice che dobbiamo continuamente avere lo sguardo rivolto al Maestro: “Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro”.

La bellezza della nostra vita è contemplare continuamente Gesù per incarnarne il mistero nei giorni quotidiani. Ecco perché è bello stamattina soffermarci su una profonda verità che deve continuamente accompagnare la nostra vita: avere lo sguardo del cuore sempre rivolto a Gesù.

Spesse volte nasce la domanda nel cammino della vita quotidiana: qual è il parametro per essere discepoli del Maestro? La risposta è molto semplice: non staccare mai lo sguardo dalla sua Persona. Allora scopriamo tre coordinate che ci accompagnano continuamente:

- Gesù al centro del nostro interesse,

- imitarlo nelle scelte di tutti i giorni,

- avere la certezza che lui è sempre con noi.

Il cristiano ha questo orientamento continuo verso la figura di Gesù sapendo che il mistero che lo avvolge è più grande di tutti i parametri storici. Imitare Gesù attraverso un fascino continuo. Ecco perché il cristiano fin dal mattino ascolta il Maestro, ne coglie la verità e la incarna nelle scelte di tutti i giorni. Ma in noi davanti a questa contemplazione abbiamo una domanda: è possibile imitare il Maestro? Egli è il figlio di Dio, egli è la verità del cuore del Padre, egli è la luminosità che avvolge la nostra storia. Noi diremmo: è troppo alta la sua figura! Ma Gesù ci dice: Io sono con voi.

Perché il cristiano quando fa la scelta di Gesù viene battezzato? E la risposta è molto semplice: perché attraverso questo momento sacramentale noi diventiamo la sua figura. Il cristiano è il Gesù vivente! Ecco perché davanti a tutte le proposte che il Maestro ci offre non abbiamo mai alcuna paura, lui è in noi, lui cammina con noi, lui è la certezza di una presenza che trasfigura continuamente le nostre azioni. Se è vero che sulla sua parola noi continuamente facciamo le scelte della vita è altrettanto vero che egli opera in noi le sue meraviglie: in lui viviamo, operiamo, ed esistiamo. Sono affermazioni che dovrebbero continuamente avvolgere le nostre persone donandoci la bellezza dell'istante come atto creativo di Dio. Il Signore è veramente con noi e opera continuamente le sue meraviglie in ogni frammento della nostra giornata. Ecco perché è bello riprendere il testo del salmo “Solo in Dio riposa l'anima mia: da lui la mia speranza” è questo atteggiamento interiore che ci consola continuamente. Gesù in noi, con noi e per noi. Non dovremmo avere altri orizzonti che non siano questi a cui continuamente configurare le nostre scelte quotidiane e, questa visione, dovrebbe accompagnarci soprattutto davanti all'inizio della Quaresima.

Spesse volte noi siamo tentati di dire che il Signore ha esigenze troppo forti nei nostri confronti. Eppure la sua presenza, la sua azione, è la nostra grande speranza! Ecco perché è bello sempre ripetere Solo in Dio riposa l'anima mia: da lui la mia speranza perché la gioia di camminare con Gesù è percepire, nel profondo del nostro cuore, la sua presenza che non ci abbandona mai. In lui esistiamo, operiamo e camminiamo, è ciò che continuamente come creativo dentro di noi. Ma se tutto questo è vero, si realizzerà il principio un albero buono darà frutti buoni. Se il Cristo veramente è l'anima della nostra anima, tutto ciò che siamo, tutto ciò che facciamo, diventa incarnazione della sua presenza.

È che noi tante volte siamo troppo distratti. Siamo preoccupati dei nostri comportamenti e dimentichiamo la bellezza di avere lo sguardo del cuore continuamente attirato nella figura di Gesù e, quando il cuore entra in questa esperienza, si realizza il principio evangelico “Ecco io faccio nuove tutte le cose” e in Gesù c'è la novità della nostra vita. “Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce” questo fascino di Gesù è il principio della nostra vita.

Chiediamo allo Spirito Santo questa meravigliosa Sapienza. Se è vero che i limiti ci accompagnano continuamente è altrettanto vero che il Signore è un maestro favoloso, che continuamente opera in noi le sue meraviglie, ci guida istante per istante e fà di noi i suoi capolavori. Un discepolo non è più del maestro. Ma ognuno che sia ben preparato sarà come il maestro perché Gesù può stare continuamente agendo nella nostra vita e allora quando, al termine della nostra storia incontreremo il volto meraviglioso del Padre, egli ci dirà: “Ecco la persona del mio figlio, vieni nella mia gioia per cantare eternamente la bellezza della tua vita!”.

Abbiamo sempre il Cristo nel cuore, nella mente e nelle azioni, cammineremo in novità di vita, saremo creature nuove e allora l'esperienza quotidiana sarà stare con lui. Ed è interessante come questo testo evangelico si collochi all'inizio nel tempo della Quaresima dove, questo tempo, non è fare tante cose, ma lasciarsi sempre più attirare, affascinare, dalla figura del Maestro per diventare i suoi capolavori.

Guardiamo a Gesù, seguiamo Gesù, camminiamo innamorati di lui e allora la nostra vita si aprirà a quella eternità beata, a quella gioia piena del cuore, dove il Signore Gesù sarà tutto in ciascuno di noi. Contempliamo il Maestro, viviamo del Maestro e l'esperienza della gioia eterna ci avvolgerà e ci condurrà continuamente in una serenità del cuore che è eternità profondamente vissuta in ogni frammento della nostra vita quotidiana.