03 aprile 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.

Il mistero della persona di Gesù vive del suo rapporto con il Padre. Nel Maestro entriamo nella vita trinitaria e ci si apre l’orizzonte della comunione gloriosa nella potenza dello Spirito Santo. È la gioia di gustare il processo della nostra divinizzazione! 

Padre, quanto più siamo in relazione con il tuo Cristo, tanto più contempliamo il tuo volto e assaporiamo la feconda intimità con la tua personalità in una luminosità che non conosce tramonto. AMEN

02 aprile 2025

IV DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO C

DOMENICA 30 MARZO 2025

Gs 5,9a.10-12      2Cor 5,17-2      Lc 15,1-3.11-32

OMELIA

Se il cammino quaresimale ha come centro la persona di Gesù, oggi la nostra attenzione viene portata più in alto: la riscoperta della paternità di Dio.

Infatti se guardiamo attentamente la parabola che Gesù questa mattina ci offre, il grande protagonista è il padre, il padre che ama la libertà del figlio, il padre che è nel cuore del figlio che vuole ritornare, il padre che ha la pazienza nei confronti del figlio più grande.

La bellezza della Quaresima è ritrovare la grandezza di Dio Padre e questo lo cogliamo partendo da un rito che la Chiesa antica ha sviluppato ai suoi tempi e che, in ultima analisi, è uno degli aspetti belli della Quaresima: ritrovare la paternità di Dio. Infatti uno dei gesti che ha caratterizzato la Chiesa antica era insegnare, a coloro che venivano battezzati, il Padre Nostro che essi avrebbero poi recitato nella notte di Pasqua dopo essere stati battezzati, perché il cristiano vive in atto la paternità di Dio.

E questo vorremmo cercare di approfondirlo attraverso tre passaggi:

-      il padre ama la libertà dell'uomo,

-      il padre è presente nel cuore del figlio,

-      il padre vive la pazienza nei confronti del figlio più grande.

Infatti una delle cose belle della tradizione antica è che a metà Quaresima il vescovo dava la formula del Padre Nostro a tutti quelli che venivano battezzati perché la bellezza del battesimo è il gusto della paternità di Dio. Infatti Dio è Padre innanzitutto perché ama la libertà dell'uomo.

Uno degli interrogativi che tante volte appaiono nel nostro vissuto è chiederci dove sia Dio davanti ai drammi della storia e la risposta è molto semplice: il padre ama la libertà del figlio. Nel momento in cui Dio crea l'uomo e lo rende suo figlio “facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza” in quel momento le caratteristiche del Padre diventano le caratteristiche del Figlio, il padre regala al figlio la sua libertà. È un criterio questo che deve accompagnarci nella nostra vita. La gioia del cammino quotidiano è che Dio è nella nostra vita, ci ama e continuamente ci rende partecipe della sua identità: la gioia dell'essere figli nel mistero della libertà di Dio.

E questa libertà è così profonda nel cuore dell'uomo che l'uomo, davanti alle difficoltà della vita, ritrova il sogno di ritornare dal padre. Il travaglio che noi vediamo nel figlio minore è il travaglio dello Spirito Santo che in noi continuamente ci rende partecipi della bellezza della paternità Divina. Dio non ci abbandona mai, egli è presente nel nostro cuore, continuamente ci suggerisce pensieri di novità di vita e ci restituisce la bellezza della comunione con sé.  Ritornerò da mio padre e il padre gli va incontro con tanta gioia, con quella bellezza della convivialità che è l'espressione di questa gratuità del padre nei confronti della creatura umana.

Uno degli aspetti che noi dovremmo ritrovare nella nostra fede è vedere Dio, quel padre che è talmente innamorato di ciascuno di noi da operare profondamente nel nostro cuore! Non solo ci regala la sua libertà, ma è attivo nella nostra persona, è quel senso della paternità divina che continuamente ci attira e ci guida. Non per niente nella tradizione più antica della Chiesa, la preghiera del Padre Nostro, era un Sacramento. Recitare tale preghiera era rivivere i sentimenti del padre perché l'uomo possa veramente camminare in novità di vita. È la bellezza della nostra storia. Ecco perché Agostino diceva in modo luminoso “ogni volta che recitiamo in semplicità il Padre Nostro stiamo vivendo un Sacramento”.

Non avete mai pensato che fin dal tempo di San Gregorio Magno il Padre Nostro ha fatto parte della Liturgia eucaristica? Perché la gioia della paternità di Dio ci porta a cogliere quel pane e quel vino nella gioia del nostro cuore: è la bellezza del mistero di questa paternità di Dio, la quale fa dell'uomo quel capolavoro che è il suo perdono. L’atteggiamento del padre è l'atteggiamento che ci qualifica continuamente quando ritorniamo a lui e, davanti alle nostre resistenze e ai nostri modi di pensare, il padre sa aspettare. Infatti la parabola, di per sé non si conclude, perché noi stiamo aspettando la reazione del figlio più grande, perché la parabola è aperta a ciascuno di noi, ognuno di noi è aspettato dal padre per gustare la gioia di una fraternità ricomposta. Ecco perché la Chiesa attraverso questa parabola ci fa intuire una grossa verità: Dio è padre, Dio è innamorato dell'uomo, Dio è pazienza continua nei confronti dell'umana creatura, Dio è talmente innamorato dell'uomo che la sua presenza nella nostra storia è fiducia, coraggio e speranza.

Ecco perché allora il cristiano alla luce di questa parabola ha la gioia di dire: Padre nostro che sei nei cieli! Continuamente prendere coscienza di questa gioia del Padre del fare di noi i suoi capolavori… Se noi imparassimo questo stile di vita la nostra esistenza sarebbe sempre nella speranza, gusteremmo il dono di Dio Padre e la nostra storia sarebbe continuamente una storia rigenerata.

Impariamo a dire “Padre nostro” lentamente, anche nella Celebrazione eucaristica, per gustare la soavità di questo rapporto con Dio che è la speranza del nostro cuore.

Viviamo questo mistero, Dio è Padre, noi siamo suoi figli e in lui siamo dei capolavori in atto in cui egli, il Padre, rivela le grandezze della sua gratuità inesauribile. Gustiamo questa novità nel nostro cuore, ritroviamo sempre tanta fiducia e, nel momento della nostra morte, con Cristo Gesù godremo della luminosità del volto del Padre in una gioia che non conoscerà confini perché, nella paternità di Dio, a cui siamo veramente nuovi, siamo nella gioia e gustiamo quell'incontro Divino che riempirà di gioia e di gaudio tutta la nostra eternità beata.

Oggi, qui, Dio ci parla...

Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco.

È bello contemplare il volto di Gesù che vive in stretta comunione con il Padre e semina vita eterna nel cuore di ogni uomo. Siamo chiamati a gustare la fecondità dell’agire delle tre Persone divine in cui siamo inseriti per pura grazia. 

Padre, nella tua luce gustiamo la fecondità del tuo amore che fa nuovo il mondo intero. Il tuo Figlio Gesù ce ne rende sempre partecipi perché nello Spirito Santo possiamo cantare la tua grandezza. Questa è una continua esperienza di gioia. AMEN

01 aprile 2025

Oggi, qui, Dio ci parla...

Ecco, sei guarito! Non peccare più. 

La persona di Gesù è fonte di novità di vita. L’incontro con lui ci fa accedere al suo mistero che rende nuovo il cuore di ogni creatura che a lui si affida, e con lui fa le scelte quotidiane per gustare la vera gioia. 

Padre, donaci ogni giorno la gioia di sentirci creature nuove in Gesù per poter gustare la bellezza della vita in comunione con tutti i fratelli. Lo Spirito Santo ci guidi nel perseguire tale meta luminosa. Allora saremo nella vera gioia. AMEN