11 giugno 2017

SANTISSIMA TRINITA’ – (ANNO A)

Es 34,4-6.8-9          2 Cor 13,11-13           Gv 3,16-18
OMELIA
La Chiesa, dopo averci fatto contemplare i grandi misteri della storia della salvezza, oggi ci offre una sosta perché entriamo nella contemplazione del mistero della vita di Dio per riscoprire il mistero della vita dell'uomo.

Celebrare la festa della Santissima Trinità è gustare il mistero della nostra umanità. Sussiste una stretta relazione tra l'entrare nel mistero trinitario e nel mistero della creatura umana.

L'espressione che noi ben conosciamo di Dio che crea l'uomo (“creiamo un uomo a nostra immagine e somiglianza”) la potremmo ritradurre così nel contesto della festa odierna: “creiamo l'uomo a nostra immagine che è Padre, Figlio e Spirito Santo”. Gustare il mistero della Trinità è gustare il mistero della nostra umanità ed è affascinante entrare nella gustazione del mistero trinitario perché la bellezza di Dio Trinità è la luce nelle tenebre della storia. L'uomo si ritrova dibattuto fra tanti interrogativi, fallimenti o oscurità dell'esistenza. Il desiderio d'entrare nel mistero trinitario non è altro che la ferma volontà d'entrare nella bellezza che è luce nelle oscurità della storia. Qualche volta abbiamo abdicato al desiderio di approfondire questo mistero perché  facilmente, quando ci poniamo di fronte al mistero trinitario, i concetti prevalgono sul cuore. Il mistero trinitario è percepito da un cuore che lentamente si apre al gusto del mistero ed è solo entrando nel gusto del mistero che il pensiero si sente stimolato a continuare ad approfondire ogni verità rivelata. La vita trinitaria è il nostro vissuto. Il pensiero è sempre limitato e limitante, questa meravigliosa esperienza nello Spirito Santo, ci permette d'intuire come la grandezza di Dio sia veramente inesauribile, e in questo riscopriamo la bellezza della nostra umanità. L'uomo facilmente si lascia prendere dalla sua solitudine, dalle problematiche del presente, entra nel senso del fallimento, ma purtroppo dimentica la bellezza luminosa che è la sua persona: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo operano in lui. Vivere la Trinità con un cuore innamorato è essere nella luce nonostante le tenebre.

L'uomo quanto più entra nel mistero di Dio, tanto più entra nel mistero dell'uomo, più canta l'ineffabilità di Dio più gioisce del gusto della propria umanità. Infatti se entrassimo con il cuore innamorato nella verità del mistero trinitario,  ci accorgeremmo che noi siamo sacramento della Trinità perché il Padre ci crea continuamente, il Figlio ci dà la bellezza dell'essere creature nuove e lo Spirito Santo costituisce l'energia operativa per entrare progressivamente nella luminosità di Dio. Infatti noi siamo contenti di vivere, e il passare degli anni non è mai deludente, perché la bellezza di vivere è essere la libertà creatrice di Dio. Ogni istante della nostra esistenza è un atto della libertà dell'amore di Dio che ci rigenera continuamente al gusto e alla bellezza della vita. In lui viviamo, esistiamo ed operiamo e questo fatto lo assaporiamo  nella bellezza del primato di Dio. Se l'uomo religioso va a Dio, l'uomo credente si lascia ricreare da Dio. E’ la bellezza della Trinità l'avvertire nella nostra vita questa azione creante di un Dio libero che liberamente, istante per istante, ci dà il soffio dell'esistere! Noi siamo la bellezza del Padre incarnata.

Un simile dato non lo dobbiamo percepire come un'illusione, ma quando per un istante ci soffermiamo sul fatto che siamo creati da un atto libero di Dio, noi gustiamo una gioia così profonda che non possiamo non cantare la bellezza della vita. Anche perché abbiamo ascoltato dal testo dell'antico Testamento che Dio è misericordioso, è colui che rifà l'uomo regalandogli istante per istante tutta la sua fiducia! E noi sappiamo che quando siamo la fiducia di Dio siamo nell'esultanza della vita. In questo siamo come l'uomo quando si sente raggiunto da una fiducia, allora in modo pieno ha il gusto della vita, così il cristiano sentendosi creato dal Padre ha il gusto della vita. Il Padre ci crea contemplando il suo figlio Gesù! “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna”.

Il Padre dall'eternità ci ha pensati in Cristo, ci regala al Cristo, perché il Cristo plasmandoci in sé ci deve restituire al Padre. La bellezza della nostra esistenza è quella d'essere un meraviglioso regalo del Padre al Figlio. Provate in un momento di pazzia interiore a percepire che non siamo nell'istante soltanto creati dal Padre, ma siamo meraviglioso regalo del Padre al Figlio. In quel “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito” l'evangelista ci vuol dire che il Padre istante per istante ci regala al Figlio perché il Figlio, vero uomo, ci dia il gusto della vera umanità.

Essere affascinati da Gesù è costruire la bellezza della nostra umanità ecco perché il Padre ci regala al Figlio, perché il Padre vuole che nel Figlio diventiamo la sua bellezza. E tutto questo nella creatività dello Spirito Santo: lo Spirito Santo è la fecondità trinitaria : lo Spirito Santo è l'energia divina che ci permette di camminare.

Qualcuno, in alcune circostanze, davanti al grande mistero del darsi di Dio si pone l'interrogativo: è possibile? In certo qual modo, come la Madonna, anche noi diciamo a Dio: come è possibile tutto ciò nella mia drammatica esistenza ? E anche a noi l'angelo risponde “la potenza dell’Altissimo ti ricoprirà della sua ombra”: la fantasia di Dio che non delude! Essere guidati dallo Spirito Santo è possedere una energia veramente inesauribile. Il Padre ci regala al Figlio, perché diventiamo la luminosità stessa del Figlio. Ecco perché il mistero trinitario non è da studiare, ma è un far abitare nel cuore la vita divina che poi stimola quel pensiero, che deve successivamente diventare un pensiero del cuore che trasforma il pensiero una gustazione interiore del mistero stesso.

Quando studiamo troppo il mistero, lo possiamo rinchiudere nelle nostre categorie storiche e filosofiche. I nostri pensieri sono molto limitati, la bellezza della Trinità è un cuore che si lascia abitare e quando il cuore è abitato dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo c’è una gustazione interiore che è luce e bellezza in ogni oscurità della vita.

La vita è passeggiare con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e poiché i tre "vanno abbastanza d'accordo" perché sono uno, la bellezza della vita è camminare in questo mistero. Come sarebbe bello, usando un'immagine a tutti nota, che avessimo gli auricolari trinitari dove sentiamo continuamente i Tre che si parlano e che ci regalano il gusto della bellezza della nostra creaturalità.

La festa di oggi è una piccola sosta che la Chiesa ci offre per riflettere su ciò che è ordinario; tante volte la vita nel suo correre ci fa dimenticare tante bellezze. La Chiesa oggi ci dice: “fermati un momento contempla il mistero che sei tu nel Padre, nel Figlio e nello Spirito e ritrova la bellezza della tua vita” e allora ci saranno i temporali, le tempeste, i terremoti, i blackout della luce, ma il cuore sarà nella luce perché è abitato dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo.

Al mattino, quando ci svegliamo e prendiamo coscienza dell’io (limite), sentiamoci dono del Padre al Figlio nel soffio creativo dello Spirito Santo e allora la vita s'inizierà sempre nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Non è il mistero eucaristico?

L'eucarestia è il banchetto con la Santissima Trinità: il Padre ci regala il Figlio. In questo momento il Padre ci sta regalando al Figlio, e il Figlio, entrando in noi, ci inebria di Spirito Santo. La conseguenza di questo processo sarà abbastanza evidente: noi tutti usciremo nell'esultanza d'essere icona trinitaria. Se noi entrassimo in questa ineffabilità divina, ci accorgeremmo  che il Signore non ci porta via i guai, ma il dramma più grande non sono i guai, i ma la solitudine nel vivere i guai. Dovremmo sempre ricordare a noi stessi che anche nei guai della vita siamo abitati dalla Trinità e quando non si è soli, i problemi si vivono diversamente.

Questo è il mistero che vogliamo vivere e condividere in questa eucarestia in modo che la Trinità non sia un pensiero, ma un cuore innamorato che ha la percezione fino in fondo di essere abitato da Dio per camminare con Dio in attesa di contemplare eternamente la Trinità in un viaggio che non ha limiti. La gloria e la bellezza di Dio rappresentano il fascino dell'istante presente, che si trovano immerso nell'istante eterno. Quando Dio sarà tutto in ciascuno di noi contempleremo eternamente quella vita trinitaria che è attiva in noi già da oggi.
 
 
 
 
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